L’obesità incide negativamente sulla risposta terapeutica dei pazienti con patologie reumatologiche e impone un cambio di paradigma nella gestione clinica. È quanto emerso al 28° Congresso nazionale del Collegio Reumatologi Italiani (CReI), svoltosi a Bologna dal 9 all’11 ottobre, aperto dal presidente Luis Severino Martin Martin.
Il tema è stato al centro della lettura magistrale di Daniela Marotto, past president del CReI, dedicata a Time to choose obesity care in rheumatic patients. “La Legge 2025/741 su obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili chiama tutto il Servizio sanitario nazionale a confrontarsi con l’obesità come vera emergenza sanitaria – ha spiegato –. Nei pazienti reumatologici, la condizione di sovrappeso o obesità aumenta il rischio di sviluppare patologie come l’artrite reumatoide del 23% rispetto ai soggetti normopeso”.
Secondo Marotto, l’obesità rappresenta una condizione infiammatoria cronica di basso grado che riduce la risposta ai farmaci biotecnologici, compromettendo l’efficacia terapeutica e aumentando il rischio di interruzione delle cure. “Il tessuto adiposo produce sostanze infiammatorie che rendono meno efficaci i trattamenti. Dobbiamo quindi cambiare approccio e prenderci cura del paziente nella sua globalità”.
Da qui la necessità di un approccio multidisciplinare che coinvolga, accanto al reumatologo, diabetologi, endocrinologi, nutrizionisti e psicologi, per una presa in carico integrata del paziente fragile. “È fondamentale – ha concluso Marotto – costruire un dialogo stabile con altri specialisti per garantire percorsi terapeutici personalizzati e sostenibili”.