Ai 4 miliardi già previsti per la sanità nel 2026 si aggiungeranno altri 2,2-2,5 miliardi, destinati principalmente a contrastare la carenza di personale e a rafforzare il fondo sanitario nazionale. Lo ha annunciato il Ministro della Salute Orazio Schillaci, sottolineando che le risorse serviranno ad assumere medici e infermieri, alleggerire la pressione sugli operatori e rendere la professione più attrattiva. Previsti interventi su indennità e defiscalizzazione, nuovi percorsi specialistici e maggiore flessibilità sul rapporto di esclusività, oltre a investimenti in prevenzione, salute mentale e negli Irccs e istituti zooprofilattici.
Secondo Schillaci, la carenza più urgente riguarda gli infermieri, numericamente tra i più bassi dei Paesi Ocse rispetto alla popolazione, mentre alcune specialità mediche restano sguarnite. «Con paghe migliori e percorsi di formazione più chiari, la professione diventerà più attrattiva – ha detto –. Alcuni progetti, come l’assunzione di infermieri stranieri, restano in fase di valutazione, ma l’obiettivo è trovare soluzioni efficaci senza abbassare gli standard professionali». Il sindacato dei medici CIMO-FESMED, pur apprezzando l’annuncio, insiste sulla concretezza immediata: «Gli aumenti devono essere esigibili dal 1° gennaio 2026 e non vincolati al rinnovo contrattuale – afferma Guido Quici, Presidente CIMO-FESMED –. È sufficiente guardare al 2020, quando l’incremento dell’indennità di esclusività venne subito percepito in busta paga. Oggi gli stipendi dei medici restano tra i più bassi d’Europa, e gli incrementi previsti dal CCNL 2022-2024 non bastano a trattenere i professionisti nella sanità pubblica». Anche il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha confermato l’impegno del governo: «Alla voce investimenti per salute e sanità ci saranno alcuni miliardi in più rispetto all’anno scorso», anticipando una riunione preparatoria a Palazzo Chigi.
Oltre alle risorse per personale e stipendi, Schillaci ha annunciato investimenti mirati alla salute mentale, settore trascurato per oltre un decennio, e alla prevenzione, in particolare programmi di screening. Previsti anche fondi aggiuntivi per le case di comunità, con l’obiettivo di valorizzare i medici di base inserendoli in team multidisciplinari senza interrompere il rapporto con i pazienti. Il Ministro ha sottolineato che i cambiamenti saranno accompagnati da strumenti di formazione e nuove regole sulle professioni sanitarie, per garantire una maggiore efficienza dei servizi territoriali.