Giovedì 2 ottobre alle 21 circa 180 ospedali in tutta Italia parteciperanno al flash mob “Luci sulla Palestina: 100 ospedali per Gaza”, promosso dalle reti #DigiunoGaza e Sanitari per Gaza per ricordare le vittime palestinesi. L’iniziativa segue la giornata nazionale di digiuno del 28 agosto, che aveva visto l’adesione di oltre 30 mila operatori del Servizio sanitario. Durante la mobilitazione verranno letti in staffetta i nomi di 1.677 sanitari palestinesi uccisi a Gaza negli ultimi due anni. Le adesioni più numerose sono arrivate da Lombardia, Toscana, Sardegna, Puglia, Lazio ed Emilia Romagna.
Intanto la Farnesina ha annunciato l’arrivo in Italia di altri 15 bambini palestinesi malati, accompagnati da familiari e personale sanitario, nell’ambito della quindicesima operazione di evacuazione umanitaria coordinata dal Governo con il supporto di Difesa, Interno, Protezione civile, Oms e Meccanismo europeo di protezione civile. Tra i pazienti anche una neonata con grave malformazione congenita che sarà ricoverata all’ospedale Meyer di Firenze. I piccoli, distribuiti in 12 strutture di 7 regioni, portano a 196 il numero complessivo di minori di Gaza accolti in Italia dall’inizio delle operazioni.
Sempre ieri è stato reso noto che una neonata di 2 mesi affetta da enterocolite sarà presa in carico dal Policlinico universitario Umberto I di Roma. La rettrice Antonella Polimeni ha sottolineato “la responsabilità di proteggere i più vulnerabili, in particolare bambini e madri, duramente colpiti dal conflitto e dalle difficoltà di accesso alle cure mediche”.
Sul fronte internazionale, Medici senza frontiere ha annunciato la sospensione delle attività a Gaza City per motivi di sicurezza, dopo l’accerchiamento delle cliniche da parte delle forze israeliane. L’organizzazione continua a operare nel sud della Striscia, ma denuncia il collasso delle condizioni umanitarie. Il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, ha espresso vicinanza agli operatori di Msf e ha chiesto che la comunità internazionale “non resti sorda al grido di allarme” e garantisca protezione a strutture e personale sanitario.