Oggi si svolgeranno in 36 università statali gli esami di ammissione ai corsi di laurea magistrale delle professioni sanitarie per l’anno accademico 2025-2026. I dati raccolti da Angelo Mastrillo, Docente in Organizzazione delle Professioni Sanitarie, Università di Bologna, evidenziano un calo significativo delle domande: sono 12.469 a fronte dei 4.213 posti disponibili, con una riduzione dell’11% rispetto alle 13.983 dello scorso anno.
La flessione appare più marcata rispetto ai corsi triennali, che registrano un calo contenuto dell’1,5%. Nel dettaglio, la classe Infermieristica-Ostetrica mostra un decremento del 14,5% (9.466 domande su 2.317 posti), mentre restano stabili o in crescita alcune aree: Riabilitazione (+15%, 1.550 domande su 916 posti) e Prevenzione (+11%, 671 domande su 345 posti). In forte calo le domande per le classi Tecnico-Diagnostica (-14,5%) e Tecnico-Assistenziale (-34,5%).
Il rapporto domande/posto (D/P) si attesta a 3,0, in discesa rispetto al 3,5 dello scorso anno, con variazioni territoriali: valori più alti in Campania (4,5) e Puglia (4,2), più bassi in Sicilia (2,3). Tra le regioni spiccano incrementi in Puglia (+27,8%), Liguria (+17,7%) e Sicilia (+2,4%), a fronte di cali consistenti in Sardegna (-41,4%), Toscana (-19,1%), Lazio (-19,5%) e Veneto (-17,1%).
Dall’attivazione nel 2004, i corsi di laurea magistrale hanno messo a bando 53.682 posti, meno degli 82.792 richiesti dalle Regioni (-35,2%). Nel 2025 i 4.213 posti disponibili restano inferiori sia al fabbisogno stimato dalla Conferenza Stato-Regioni (12.549), sia alle domande di iscrizione (12.463).
Le lauree magistrali hanno un ruolo strategico nella formazione di dirigenti, direttori e docenti dei corsi di laurea, ma il trend negativo solleva interrogativi sul futuro delle professioni sanitarie e sulla capacità del sistema formativo di rispondere ai fabbisogni regionali.