Sono 20.699 i posti disponibili per i corsi di laurea in Infermieristica, tra atenei pubblici e privati. Ai test di ammissione, partiti oggi in 41 università pubbliche, risultano iscritti circa 19mila candidati, mentre le prove negli atenei privati si terranno in un secondo momento. Il test prevede 60 quesiti a risposta multipla da completare in 100 minuti, con domande di biologia, chimica, fisica, matematica, logica e comprensione del testo.
Il numero dei posti a bando è quasi raddoppiato rispetto al 2001, passando da 10.614 agli attuali 20.699, di cui 290 dedicati all’Infermieristica pediatrica. Le domande presentate restano però al di sotto della disponibilità, pur con differenze territoriali: nel Meridione il rapporto medio è di 1,5 candidati per posto. A incidere, quest’anno, anche gli effetti del “semestre filtro” introdotto a Medicina: oltre il 20% dei candidati esclusi ha indicato Infermieristica come prima opzione tra i corsi affini.
Fnopi sottolinea che, nonostante i timori di un crollo delle iscrizioni, la professione tiene e continua a contare su una domanda costante. “In questo delicato anno accademico, sarà fondamentale analizzare, oltre al numero dei partecipanti, il numero finale di iscritti al primo anno di Infermieristica. Le richieste di accesso non aumentano in proporzione ai posti, ma ciò avviene in un contesto di calo demografico che impatta sull’intero sistema universitario”, evidenzia la Federazione.
Secondo Fnopi, alle difficoltà incidono fattori strutturali: prospettive di carriera ridotte, retribuzioni inadeguate, carichi di lavoro elevati, scarso riconoscimento sociale e limitazioni all’esercizio libero professionale. Per l’Ordine diventa indispensabile pubblicare i bandi con maggiore anticipo, evitando tempi ristretti come quelli di quest’anno, con un solo mese a disposizione per iscriversi a ridosso di Ferragosto.
Il trend di laureati, tuttavia, è in crescita: dagli 8.866 del 2004 agli 11.404 del 2024, con una previsione di 14.500 nel 2027 (+28,6% in vent’anni). Numeri che restano insufficienti a coprire il turnover, stimato in circa 25mila infermieri in uscita ogni anno per pensionamento.
“Il nostro Paese invecchia e invecchiano anche i nostri infermieri – avverte la Federazione –. Senza un investimento strutturale che renda più attrattive le professioni di cura, non sarà possibile garantire adeguati livelli di assistenza. Serve una presa d’atto immediata della questione infermieristica, da dichiarare emergenza nazionale, con una cabina di regia interministeriale dotata di poteri speciali.”