È stato approvato in Consiglio dei ministri il disegno di legge-delega che riforma le professioni sanitarie e interviene sulla responsabilità professionale del personale sanitario. Il provvedimento introduce una nuova disciplina, nota come “scudo penale”, che prevede la punibilità dei professionisti sanitari solo nei casi di colpa grave, con l’obiettivo di ridurre gli effetti della cosiddetta medicina difensiva.
In una nota congiunta, i ministri della Salute Orazio Schillaci e della Giustizia Carlo Nordio hanno spiegato che la norma “mira a ridurre gli effetti perniciosi della cosiddetta medicina difensiva, che a sua volta è conseguente alle numerose e spesso infondate denunce nei confronti dei medici, con ricadute disastrose per l’efficienza del servizio sanitario e per la stessa salute dei cittadini”.
I due ministri hanno sottolineato che la medicina difensiva costa mediamente 11 miliardi l’anno e contribuisce ad allungare le liste di attesa, inducendo i medici a prescrivere esami costosi, spesso inutili e invasivi. “Circoscrivere la responsabilità penale dei sanitari non significa affatto favorirne l’impunità – hanno precisato – ma porre i medici in condizione di operare con maggiore serenità”. La riforma conferma la responsabilità penale per colpa grave e mantiene inalterata la tutela risarcitoria per i cittadini.
Il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto ha evidenziato che le nuove regole “mantengono praticamente inalterata la tutela risarcitoria dei pazienti lesi per effetto di errori nell’esercizio di attività sanitaria, e al contempo consentono al professionista di operare in condizioni di maggiore serenità”. Secondo Sisto, le innovazioni permetteranno da un lato di migliorare la qualità delle prestazioni, dall’altro di ridurre i costi della medicina difensiva.