Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge-delega sul riordino delle professioni sanitarie e sulla responsabilità professionale. Il provvedimento affida al Governo, entro il 31 dicembre 2026, il compito di adottare misure per incrementare il personale sanitario, potenziare i percorsi formativi e valorizzare le competenze dei professionisti.
Secondo quanto reso noto dal ministero della Salute, il Ddl “avvia un significativo e profondo processo di riforma dell’attuale sistema delle professioni sanitarie per renderlo più efficiente, inclusivo, attrattivo e adeguato all’evoluzione scientifica e tecnologica”.
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha sottolineato che si tratta di “una riforma attesa da anni che punta a contrastare le carenze di organico, a sburocratizzare il sistema e a valorizzare le competenze delle professioni sanitarie. Sono previste misure di sostegno allo sviluppo della carriera e la revisione di percorsi formativi come l’istituzione della Scuola di specializzazione per la medicina generale. Con questa riforma diamo un ulteriore contributo al potenziamento del servizio sanitario nazionale valorizzando le professioni sanitarie per rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni di salute dei cittadini”.
Tra i punti indicati, norme per contrastare le carenze di personale anche tramite il ricorso a forme di lavoro flessibile per l’impiego degli specializzandi nel Ssn, misure per lo sviluppo della carriera e per chi lavora in aree disagiate, semplificazione delle attività amministrative e garanzie per la sicurezza dei professionisti. Sono inoltre previsti un Sistema nazionale di certificazione delle competenze, la trasformazione del corso regionale di medicina generale in scuola di specializzazione e la creazione di scuole ad hoc per le specializzazioni sanitarie non mediche.
Le professioni hanno espresso le prime reazioni. La Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) parla di “passo nella giusta direzione”, auspicando un iter parlamentare rapido e con pieno coinvolgimento degli operatori. La Federazione nazionale degli Ordini dei Tsrm e Pstrp, con il presidente Diego Catania, invita a non lasciare indietro nessuno e richiama la necessità di incentivi per lo sviluppo delle carriere.
Per la Federazione italiana delle società medico scientifiche (Fism), guidata da Loreto Gesualdo, il Ddl rappresenta “una risposta concreta e attesa da tempo dai medici italiani” e contribuisce a restituire serenità all’esercizio della professione, anche attraverso la limitazione della responsabilità penale ai soli casi di colpa grave.
Favorevole anche la Federazione nazionale degli Ordini dei fisioterapisti (Fnofi), che definisce il riordino “scelta strategica per il futuro del sistema salute del Paese”. Il presidente Piero Ferrante evidenzia come la riforma possa rafforzare qualità dell’assistenza e riconoscere ruoli e competenze dei professionisti.
Apprezzamento infine dall’Ordine degli assistenti sociali, con la presidente Barbara Rosina che parla di “passo importante” e sottolinea la necessità di garantire pieno riconoscimento del contributo del servizio sociale all’interno del sistema di welfare.