Lo Snami ha espresso una netta contrarietà all’introduzione del profilo sanitario sintetico, definendolo un ulteriore aggravio burocratico per i medici di medicina generale.
Secondo il sindacato, la misura trasforma i medici in “scribacchini del sistema”, costretti a compilare moduli e inserire dati già disponibili, con l’ulteriore onere di ricercare informazioni anche su pazienti che non hanno mai avuto accesso alle cure.
“La medicina generale non ha bisogno di ulteriori carte e schermi – sottolinea lo Snami – ma di tempo, di rapporti umani e di un riconoscimento concreto del proprio ruolo”. L’associazione avverte che un simile approccio rischia di peggiorare le condizioni di lavoro, scoraggiare i giovani dall’intraprendere la professione e spingere molti colleghi ad abbandonarla.
Lo Snami ribadisce che i medici di famiglia devono essere messi nelle condizioni di curare i pazienti, non di alimentare un apparato burocratico “che nulla ha a che fare con la qualità dell’assistenza sanitaria”.