Un programma sanitario multidimensionale promosso dall’Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia, illustrato in uno studio pubblicato su “Annals of Research in Oncology” e guidato da Angela Accardo, ha documentato una riduzione della prevalenza del fumo nella provincia di Reggio Emilia dal 34% al 20% nel periodo 2008–2023, grazie a un’ampia gamma di interventi coordinati nei contesti sanitari pubblici.
Nel corso di due anni, un gruppo di lavoro multidisciplinare ha implementato azioni formative, campagne di sensibilizzazione, attività promozionali e strumenti di enforcement rivolti sia ai dipendenti sia alla popolazione generale. Le misure includevano iniziative sui social media, eventi dedicati alla promozione della salute e programmi strutturati per la cessazione del fumo di tabacco. Uno degli aspetti distintivi è stato l’estensione del divieto di fumo e delle relative sanzioni non solo agli ospedali, ma a tutte le strutture sanitarie, inclusi centri vaccinali e diagnostici.
Per rafforzare la coerenza informativa, sono stati introdotti messaggi standardizzati sulla cessazione del fumo nei referti di dimissione e nelle comunicazioni ambulatoriali. Parallelamente, specifici operatori sono stati formati per l’applicazione delle sanzioni in caso di infrazioni. Sebbene l’efficacia diretta dei singoli interventi non fosse immediatamente quantificabile, è stato osservato un progressivo aumento dell’accesso al Centro Antifumo dell’Azienda, con un incremento degli utenti da 134 nel 2022 a 215 nel 2024.
Nel medesimo arco temporale, la Regione Emilia-Romagna ha registrato una riduzione generale della quota di fumatori, dal 30% al 24%, confermando un andamento positivo. Gli autori evidenziano come l’interazione sinergica tra professionisti sanitari, pazienti e comunità possa favorire modifiche comportamentali a lungo termine, contribuendo a generare ambienti più salubri e sostenibili sul piano della salute pubblica.
A.Z.
Annals of Research in Oncology Vol. 5(2), 106-114, 2025. doi 10.48286/aro.2025.108.