L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali lancia un allarme sull’uso improprio delle piattaforme di intelligenza artificiale generativa per l’interpretazione di referti medici, analisi cliniche e immagini radiologiche. Il fenomeno, secondo l’Autorità, comporta rischi concreti sia per la protezione dei dati sanitari sia per la salute delle persone, in quanto le piattaforme in questione non sono dispositivi medici certificati né sottoposti a validazione clinica.
Il Garante invita gli utenti a valutare con attenzione l’opportunità di caricare dati sanitari su questi strumenti e sottolinea che le risposte generate automaticamente devono sempre essere verificate con un professionista medico. In particolare, si richiama la necessità di leggere con attenzione le informative sulla privacy pubblicate dai fornitori dei servizi, per verificare il trattamento riservato ai dati sanitari caricati: se vengano cancellati dopo l’elaborazione, conservati temporaneamente o utilizzati per addestrare i modelli di IA.
Molte piattaforme di IA generativa consentono all’utente di scegliere la modalità di gestione dei dati inseriti. Tuttavia, il Garante ribadisce l’importanza dell’intermediazione umana qualificata nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario, principio già sancito dal Regolamento europeo sull’IA (articolo 14) e dal Consiglio Superiore di Sanità, che nel novembre 2021 ha sottolineato la necessità della supervisione clinica in tutte le fasi di applicazione dei sistemi di IA nella diagnostica.
Questa posizione era già stata espressa nel decalogo per la realizzazione di servizi sanitari con IA, pubblicato dall’Autorità nell’ottobre 2023 (doc. web n. 9938038), in cui venivano evidenziati ulteriori requisiti per la liceità del trattamento: valutazione d’impatto, obblighi di trasparenza, sicurezza e utilizzo di dati adeguati allo scopo clinico.
Il Garante richiama infine gli sviluppatori di sistemi di IA e gli operatori sanitari a una particolare attenzione rispetto alla raccolta massiva di dati personali dal web (web scraping) per finalità di addestramento, oggetto di un documento specifico pubblicato a maggio 2024 (doc. web n. 10020334).