Uno studio, condotto su oltre 1,2 milioni di bambini, ha confermato l’assenza di associazioni tra l’esposizione ai vaccini contenenti sali di alluminio e lo sviluppo di patologie croniche, disturbi del neurosviluppo, allergie o malattie autoimmuni. I risultati, pubblicati sulla rivista Annals of Internal Medicine, rappresentano un’ulteriore conferma della sicurezza di questi vaccini pediatrici, spesso finiti al centro di disinformazione e allarmismi infondati.
I ricercatori della Facoltà di Scienze della Salute e Mediche dell’Università di Copenaghen, in collaborazione con altri istituti danesi tra cui il Dipartimento di dermatologia e allergie dell’Ospedale Herlev e Gentofte e lo Statens Serum Institut, hanno analizzato l’esposizione ai vaccini contenenti sali di alluminio entro i primi due anni di vita in una coorte di bambini nati tra il 1997 e il 2018. L’indagine ha confrontato questi dati con l’insorgenza di 50 condizioni, tra cui disturbi dello spettro autistico, asma, dermatite atopica, ADHD, malattie reumatiche, allergie e altre patologie infiammatorie o autoimmuni.
I sali di alluminio vengono utilizzati nei vaccini da quasi un secolo per potenziare la risposta immunitaria, consentendo una maggiore efficacia con quantità ridotte di antigene. Nonostante il loro impiego consolidato e documentato, continuano ad alimentare dubbi e paure, in particolare tra le frange più radicali del movimento antivaccinista. Tra le preoccupazioni infondate, il rischio di sviluppare autismo è una delle più persistenti, nonostante sia stato ampiamente smentito dalla comunità scientifica.
Gli esperti chiariscono inoltre che i livelli di alluminio assunti quotidianamente attraverso l’alimentazione – tra 7 e 9 milligrammi – sono di gran lunga superiori rispetto a quelli contenuti nei vaccini somministrati nei primi mesi di vita.
Questi risultati si inseriscono in un quadro più ampio di evidenze scientifiche a favore della sicurezza vaccinale. Sin dal lancio del Programma Esteso di Immunizzazione (EPI) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1974, i vaccini hanno permesso di salvare oltre 150 milioni di vite, secondo un’analisi del Telethon Kids Institute di Perth. Tuttavia, la disinformazione continua a incidere sull’adesione alle campagne vaccinali. Secondo dati recenti, sono oltre 16 milioni i bambini che, a livello globale, non hanno mai ricevuto nemmeno una dose di vaccino.
Il professor Anders Hviid, coordinatore dello studio, ha spiegato che non è emerso alcun aumento del rischio associato ai vaccini contenenti questo tipo di adiuvanti, nemmeno in relazione all'esposizione cumulativa. “Il nostro studio affronta molte delle preoccupazioni più diffuse e fornisce evidenze solide sulla sicurezza dei vaccini nei bambini,” ha dichiarato Hviid in un’intervista rilasciata alla NBC. “Nei vaccini non viene iniettato alluminio metallico,” ha precisato Hviid, “ma piccolissime quantità di sali di alluminio, che non hanno nulla a che vedere con il metallo puro.”
Alla luce di questi dati, il messaggio dei pediatri è chiaro: le scelte di salute devono basarsi su evidenze scientifiche, non su timori infondati, ribadendo l'importanza di una corretta informazione per contrastare la disinformazione che ancora oggi compromette la fiducia nei vaccini, a scapito della salute dei più piccoli.