Sono 461.313 gli infermieri iscritti all’Albo unico nazionale al 30 giugno 2025. Ma questi numeri, aggiornati nel nuovo DataCorner del sito della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), non bastano a rassicurare: a fronte di quasi 59 milioni di abitanti, il rapporto è di appena 7,8 infermieri ogni mille persone, un dato stabile da oltre vent’anni ma insufficiente rispetto agli standard europei. E la situazione è ancor più allarmante se si considera il numero di professionisti effettivamente in servizio nel Servizio sanitario nazionale: appena 4,79 ogni mille abitanti, secondo i dati della Ragioneria generale dello Stato.
Il DataCorner, sezione appena lanciata sul sito fnopi.it, raccoglie le edizioni del Rapporto FNOPI-Sant’Anna e i dati estratti dall’Albo nazionale con aggiornamenti semestrali. Oltre all’età media degli iscritti (46,5 anni) e alla prevalenza femminile (oltre il 76%), il portale evidenzia una questione di fondo: il numero attuale di infermieri non è sufficiente a rispondere ai bisogni di salute di una popolazione sempre più anziana. L’analisi demografica parla chiaro: nel 2001 si contavano 125 infermieri ogni mille ultraottantenni; nel 2021 erano 109, e nel 2024 si è scesi a 99, con una riduzione di oltre il 20% in poco più di vent’anni. Un dato che, secondo FNOPI, è destinato a peggiorare, complici la bassa natalità e l’elevata aspettativa di vita.
Anche il confronto internazionale è impietoso. Mentre Paesi come Germania e Stati Uniti hanno toccato quota 12 infermieri per mille abitanti, e Francia e Regno Unito sono sopra gli 8, l’Italia è ferma tra i 6 e i 7. La media europea, al 2024, è di 8,4: un traguardo che l’Italia continua a mancare. Secondo la Federazione, occorre aumentare in modo deciso il numero di infermieri e, allo stesso tempo, arginare le cessazioni dalla professione. In questo senso, un segnale positivo arriva dagli ultimi dati: dopo anni di crescita, le cancellazioni dall’Albo hanno registrato un calo progressivo – 11.589 nel 2022, 11.282 nel 2023, 10.230 nel 2024 – e nei primi sei mesi del 2025 si sono fermate a 2.502.