Al 20 luglio sono dieci i casi confermati di infezione da West Nile virus nell’uomo in Italia dall’inizio del 2025, secondo i dati del sistema di sorveglianza nazionale coordinato dal ministero della Salute con il supporto dell’Istituto superiore di sanità. Sette dei dieci casi sono stati segnalati nel Lazio, tutti nella provincia di Latina. Tra questi è stato registrato un decesso.
La persona deceduta è una donna di ottantadue anni, residente a Nerola (Roma), ricoverata il 14 luglio presso l’ospedale San Giovanni di Dio di Fondi (Latina) per febbre e stato confusionale. Secondo i dati diffusi dall’ISS, tra i sette casi del Lazio si contano sei forme neuro-invasive e un solo caso con sintomi febbrili. Quattro pazienti sono di sesso maschile, tre di sesso femminile, con un’età mediana di 72 anni (range: 63-86).
Due pazienti, un uomo di sessantatré anni e uno di settantadue, sono attualmente in condizioni critiche per la presenza di patologie concomitanti e sintomi neurologici. Entrambi sono ricoverati presso l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Gli altri quattro pazienti risultano in miglioramento clinico.
I casi non risultano epidemiologicamente collegati tra loro, ma hanno in comune l’area geografica. Oltre all’uomo, è segnalata anche la morte di un cavallo nella stessa provincia, compatibile con infezione da West Nile.
Il ministero della Salute, attraverso una nota della capo Dipartimento Prevenzione Maria Rosaria Campitiello, ha confermato che “l’andamento epidemiologico è in linea con gli altri anni”. Nel 2024 erano stati 460 i casi totali, con 272 forme neuro-invasive e 20 decessi. Alla stessa data dell’anno scorso (24 luglio) risultavano 13 casi confermati e nessun decesso.
A livello nazionale è stato attivato il Piano di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi 2020-2025, in collaborazione con ISS, Centro nazionale sangue, Centro nazionale trapianti e Regione Lazio, con il supporto del Gruppo operativo Arbovirosi.
Misure straordinarie attivate dalla Regione Lazio dal 17 luglio:
• sensibilizzazione dei medici di medicina generale, pediatri, PS e veterinari del territorio;
• supporto clinico e diagnostico di laboratorio nella gestione dei pazienti;
• disinfestazione dei focolai larvali di zanzara Culex pipiens entro un raggio di 200 metri;
• informazione alla popolazione su prevenzione e controllo dei ristagni d’acqua;
• sorveglianza clinica sugli equidi e monitoraggio sierologico straordinario negli allevamenti.
Caratteristiche cliniche e profilassi
Il West Nile virus (Wnv), appartenente alla famiglia dei Flaviviridae, è trasmesso da zanzare Culex infette che hanno punto uccelli selvatici, principali serbatoi del virus. Il contagio interumano non avviene per contatto diretto. Sono documentati rari casi di trasmissione tramite trasfusioni, trapianti o verticale madre-feto.
Nella maggior parte dei casi, l’infezione è asintomatica. Il 20% presenta sintomi lievi. Le forme neuro-invasive si sviluppano in meno dell’1% dei casi e possono causare encefalite, paralisi, coma. Non esistono vaccini né terapie specifiche.
Raccomandazioni preventive:
• repellenti e indumenti protettivi (all’aperto, all’alba e al tramonto);
• zanzariere alle finestre;
• eliminazione dei ristagni (vasi, ciotole, secchi, piscinette).