Le principali organizzazioni europee che rappresentano farmacisti (PGEU), medici (CPME) e infermieri (EFN) hanno lanciato un appello congiunto ai decisori politici europei e nazionali affinché affrontino con urgenza la crescente carenza di personale sanitario. La dichiarazione, sottoscritta da sigle che rappresentano oltre cinque milioni di professionisti, e rilanciata da Farmacista33, sollecita interventi immediati per garantire condizioni di lavoro adeguate, tutela professionale e sostenibilità del sistema sanitario.
Tra le richieste prioritarie figurano: retribuzioni eque, equilibrio tra vita professionale e privata, standard elevati di formazione e investimenti mirati nelle aree rurali e svantaggiate. Le organizzazioni denunciano come la persistente negligenza politica abbia lasciato gli Stati membri impreparati alla pandemia da COVID-19, aggravando una crisi già in atto. Nessuna delle misure finora adottate, si legge nella nota, ha prodotto effetti tangibili nel trattenere gli operatori sanitari, che continuano a lasciare la professione a causa di condizioni di lavoro insicure e di uno scarso riconoscimento.
La dichiarazione richiama l’adozione urgente di misure strutturate secondo il principio delle 3R: Reclutamento, Retention (fidelizzazione) e Resilienza.
Sul fronte del reclutamento, le sigle insistono sulla necessità di mantenere gli standard di istruzione e qualificazione previsti dalle direttive europee. Qualsiasi abbassamento dei requisiti formativi comprometterebbe la qualità e la sicurezza dell’assistenza. È inoltre fondamentale garantire percorsi di tirocinio qualificati per favorire l’ingresso graduale dei nuovi professionisti nella pratica clinica. Le organizzazioni esprimono preoccupazione per il ricorso crescente a forme di assunzione internazionale ritenute insostenibili ed eticamente problematiche.
Per quanto riguarda la retention, il documento sottolinea l’impatto negativo di un’insufficiente retribuzione e della mancanza di riconoscimento professionale. Viene richiesto un monitoraggio rigoroso dell’applicazione della normativa sull’orario di lavoro, un adeguamento salariale coerente con le responsabilità esercitate e la predisposizione di percorsi di crescita e aggiornamento professionale. Il tema della sicurezza sul lavoro è considerato prioritario: la pandemia ha contribuito a creare ambienti ostili, segnati da episodi di violenza e da un forte deterioramento della salute mentale del personale. Le sigle chiedono all’UE di rafforzare le politiche di prevenzione e introdurre misure concrete contro ogni forma di violenza in ambito sanitario.
Infine, sul piano della resilienza, viene sollecitata una revisione del Recovery and Resilience Facility (RRF). I piani nazionali attualmente in vigore, si afferma, non affrontano in modo sistematico la crisi del personale. Si chiede alla Commissione europea di potenziare il RRF per adeguare le risorse umane alle nuove sfide demografiche e cliniche. Particolare attenzione è rivolta al rafforzamento dei fondi per la coesione sociale, con l’obiettivo di attrarre e trattenere personale nelle aree periferiche e rurali, dove la carenza è più marcata e si rischia la formazione di veri e propri “deserti sanitari”.
Il documento completo è disponibile sul sito della European Federation of Nurses Associations: