La variante LP.8.1 del virus Sars-CoV-2 è diventata dominante a livello globale. La sua diffusione ha iniziato ad accelerare a partire da febbraio 2025, superando altre varianti come XEC, che all’epoca rappresentava ancora il 50% delle sequenze in Europa.
LP.8.1 fa parte del lignaggio JN.1 ed è una discendente della sottovariante KP.1.1.3. Il primo campione documentato risale al 1° luglio 2024. A oggi, ha preso il sopravvento in Paesi come gli Stati Uniti, dove secondo i CDC al 10 maggio rappresentava il 70% delle sequenze rilevate nelle due settimane precedenti.
L’Agenzia europea del farmaco (Ema), tramite la sua Emergency Task Force, ha raccomandato di indirizzare i vaccini della campagna 2025-2026 proprio contro questa variante. LP.8.1 presenta sei mutazioni sulla proteina Spike, che aumentano l’affinità di legame al recettore e migliorano la trasmissibilità rispetto a XEC. È inoltre caratterizzata da una marcata evasione dell’immunità umorale.
Tra gli altri sottolignaggi emergenti di JN.1 si segnalano MC.10.1, NP.1 e LF.7 (inclusi LF.7.7.2 e LF.7.2.1). Tuttavia, LP.8.1 mantiene un vantaggio competitivo in termini di crescita e idoneità evolutiva, anche rispetto a varianti con maggiore evasione immunitaria come LF.7.2.1.
L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha incluso LP.8.1 tra le varianti sotto monitoraggio fin da febbraio 2025, rilevando un rischio aggiuntivo per la salute pubblica valutato come “basso” a livello globale. Secondo l’OMS, i vaccini attualmente raccomandati dovrebbero restare efficaci contro la malattia sintomatica e grave causata da questa variante. La sua diffusione non è ritenuta in grado, da sola, di aumentare significativamente il carico sui sistemi sanitari rispetto ad altri sottolignaggi Omicron.
La variante è attualmente in espansione in Asia e in Europa.