Il 1° maggio 2025 porta in piazza non solo operai e impiegati, ma anche chi, ogni giorno, si prende cura della salute degli italiani. Domani, alla manifestazione nazionale della CONFSAL a Napoli, sarà presente anche il Sindacato Medici Italiani (SMI), guidato dal Segretario Generale Pina Onotri, per ribadire che "i diritti non devono fermarsi alla porta di uno studio medico". “La giornata del lavoro deve valere per tutti, anche per i medici – ha dichiarato Onotri –. Lavoriamo in condizioni difficili, con retribuzioni inadeguate, rischi elevati e senza le stesse tutele garantite ad altri lavoratori”. In particolare, il SMI punta il dito contro la mancata copertura INAIL per gli infortuni e le malattie professionali che colpiscono medici di medicina generale, guardie mediche, medici dei servizi e pediatri di libera scelta.
A tal proposito è stata lanciata una petizione nazionale per chiedere che a questi professionisti siano finalmente riconosciuti i diritti previsti in caso di incidenti sul lavoro o malattie professionali, compresi casi di morte, inabilità permanente o temporanea. “È una discriminazione inaccettabile – prosegue Onotri –. Non possiamo tollerare che chi opera nella medicina di prossimità venga lasciato indietro. Serve un riconoscimento formale e sostanziale del nostro ruolo”. Particolare attenzione è stata dedicata anche al lavoro delle donne medico, spesso divise tra il peso della professione e quello delle cure familiari. “A molte di loro non è neanche riconosciuto il diritto alla maternità, una tutela che dovrebbe essere scontata nel 2025”, denuncia la segretaria dello SMI.
Oltre alla medicina territoriale, Onotri ha richiamato la crisi profonda che affligge il sistema ospedaliero pubblico: “Continua la fuga dei professionisti, i pronto soccorso sono allo stremo, il 118 viene progressivamente demedicalizzato. E intanto la spesa sanitaria resta ferma al 6,4% del PIL nel Documento di Finanza Pubblica 2025, un dato vergognoso che non rispecchia le esigenze del Paese”. Un grido d’allarme che punta anche alla memoria e alla dignità: “Dedichiamo questo 1° maggio ai medici e agli operatori sanitari caduti durante la pandemia. Da Napoli, chiediamo pace per il mondo e rispetto per chi cura”.