Ancora una vittima in sala operatoria per un intervento di chirurgia estetica. Una donna di 38 anni, Sabrina Nardella, residente a Gaeta, è deceduta in una clinica privata di Caserta dopo un'operazione in day hospital. La struttura sanitaria era già stata oggetto di polemiche in passato, dopo un caso analogo di mastoplastica additiva finita in tragedia. La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha aperto un’inchiesta per chiarire le cause del decesso e accertare eventuali responsabilità. Intanto, il ministero della Salute ha chiesto una relazione urgente alla Regione Campania, mentre il mondo medico torna a chiedere a gran voce una stretta normativa su un settore troppo spesso lasciato all'autoregolamentazione.
“È necessario un intervento legislativo urgente”, ha dichiarato Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), commentando il nuovo caso. “Abbiamo bisogno che il Parlamento stabilisca requisiti formativi chiari e obbligatori per esercitare la chirurgia estetica. Non può bastare una laurea in Medicina: servono specializzazione in chirurgia plastica e master qualificanti. Solo così si tutelano i pazienti e si possono creare elenchi pubblici di professionisti realmente competenti”. Oggi, la chirurgia estetica continua a essere praticata da medici non sempre in possesso della formazione adeguata, talvolta attratti da un mercato in espansione ma privo di controlli strutturati. “Non è accettabile che trattamenti così delicati vengano eseguiti da chi non è adeguatamente formato. La coscienza individuale non basta più: serve una norma chiara, vincolante”, incalza Anelli.
Dello stesso avviso la Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva-rigenerativa ed estetica (Sicpre), che torna a raccomandare sei regole fondamentali per un intervento in sicurezza: consultare il proprio medico di famiglia, verificare le credenziali dello specialista, non fidarsi di offerte low cost o pubblicità aggressive e accertarsi che la struttura sia autorizzata e dotata di anestesista. “Un prezzo troppo basso è un campanello d’allarme: potrebbe indicare l’assenza di adeguate garanzie di sicurezza”, sottolineano gli esperti. “La chirurgia estetica è chirurgia a tutti gli effetti, con i relativi rischi. Va affrontata con lo stesso rigore con cui si affronta qualsiasi intervento medico”.