Nel 2023, la malaria ha colpito 263 milioni di persone a livello globale, causando 597.000 decessi, di cui il 73,7% tra bambini sotto i cinque anni, principalmente nell'Africa subsahariana. In Italia, la malattia è stata debellata, ma si sono registrati 798 casi importati, in aumento rispetto ai 596 del 2022.
In occasione della Giornata mondiale della malaria dello scorso 25 aprile, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha lanciato un appello per rilanciare gli sforzi a tutti i livelli, dal policy-making globale all'azione comunitaria, per accelerare il cammino verso l'eliminazione della malattia.
La campagna 2025 dell'OMS, intitolata "Malaria Ends With Us: Reinvest, Reimagine, Reignite", sottolinea la necessità di reinvestire risorse, ripensare le strategie e riaccendere l'impegno per porre fine alla malaria.
Dal 2000, la collaborazione globale ha salvato quasi 13 milioni di vite, ma i progressi sono ora minacciati da tagli ai finanziamenti e da una diminuzione dell'attenzione politica.
L'Istituto Superiore di Sanità (Iss), dal canto suo, ha evidenziato l'aumento dei casi importati in Italia nel 2023, attribuendolo alla ripresa dei viaggi internazionali post-pandemia. L'Iss sottolinea l'importanza della sorveglianza e della prevenzione, soprattutto tra i viaggiatori provenienti da aree endemiche.
L'Oms ribadisce che la malaria è prevenibile e curabile, ma richiede un impegno costante e coordinato per essere eliminata. L'organizzazione invita governi, comunità e partner internazionali a intensificare gli sforzi per garantire un futuro senza malaria.