In uno studio pubblicato sulla rivista eBioMedicine, un team di ricercatori guidato da Yunhe Wang, dell’Università di Oxford, nel Regno Unito, ha identificato quattro sottotipi distinti di Long Covid - la sindrome che persiste a seguito dell’infezione da virus SARS-CoV-2 -, ciascuno collegato a sintomi, fattori di rischio e impatti sulla salute unici. In accordo con altri studi, inoltre, i ricercatori hanno osservato che la vaccinazione riduce in modo significativo il rischio di Long Covid, mentre infezioni gravi e stili di vita non sani aumentano la vulnerabilità. Secondo gli autori, dunque, è necessario adottare strategie diagnostiche e di gestione specifiche per sottotipo, per affrontare in modo mirato gli effetti del Long Covid sulla salute fisica e mentale.
La ricerca condotta dal team inglese ha rivelato incongruenze nelle stime di prevalenza, nei profili dei sintomi e nelle definizioni, dovute a variazioni nelle metodologie di studio e nelle fonti di dati. La maggior parte degli studi, infatti, si basa su cartelle cliniche elettroniche, che spesso non riportano i sintomi in modo dettagliato. Inoltre, sempre più evidenze suggeriscono che il Long Covid comprende più sottotipi associati a meccanismi biologici distinti e che i fattori di rischio come età, sesso, comorbilità e gravità dell’infezione influenzano in modo diverso i vari sottotipi.
I ricercatori hanno osservato che i quattro principali sottotipi di Long Covid - orecchio, naso, gola, con alterazioni a livello di olfatto, gusto e udito; cardiopolmonare, con difficoltà respiratorie e fastidio al torace; neurologico, con deficit cognitivi; e affaticamento generale - erano associati a specifici modelli di sintomi. Tuttavia, alcuni fattori di rischio erano comuni in tutti i gruppi.
L’infezione da COVID-19 grave, infezioni multiple e scelte di vita non sane erano associati a un aumento del rischio di Long Covid, mentre la vaccinazione, in particolare con dosi di richiamo, ha ridotto significativamente il rischio della sequela di sintomi. Infine, uno status socioeconomico inferiore, un indice di massa corporea più elevato e condizioni croniche preesistenti hanno ulteriormente aumentato la suscettibilità al Long Covid.
Il team ha riscontrato anche che le persone più giovani erano più inclini a compromissioni neurologiche e sottotipi di affaticamento generale, mentre i sintomi a livello di orecchie, naso e gola aumentavano in prevalenza con l’età. Anche le donne mostravano un rischio complessivo maggiore di Long Covid, sebbene i sintomi correlati ad orecchie, naso e gola fossero osservati più frequentemente negli uomini.
Fonte: Wang, Y. er al., Refinement of post-COVID condition core symptoms, subtypes, determinants, and health impacts: a cohort study integrating real-world data and patient-reported outcomes. EBioMedicine (2025); doi: 10.1016/j.ebiom.2024.105493