La Commissione Affari Sociali del Senato ha dato il via libera a diversi emendamenti al Disegno di legge sulle prestazioni sanitarie, introducendo novità rilevanti per i medici e il settore sanitario. Tra i punti chiave, c’è l’obbligo per le Regioni di elaborare specifici Piani Diagnostico-Terapeutici Assistenziali in oncologia, per garantire cure più uniformi e di qualità ai pazienti con patologie tumorali.
Novità anche sul fronte delle assunzioni, con l’autorizzazione a incrementare il personale del Ministero della Salute nel biennio 2025-2026, un passo pensato per rafforzare le risorse umane e migliorare l’efficienza dei servizi sanitari. Sul piano professionale, arriva una misura molto attesa dai medici dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale: la sospensione fino al 2027 del vincolo di esclusività, che permetterà loro di svolgere attività libero-professionali senza incompatibilità.
Un'altra novità riguarda il costo degli alimenti a fini medici speciali, per i quali l’IVA viene abbassata al 9%, rendendoli più accessibili per chi ne ha bisogno. L’iter legislativo del Ddl è ancora in corso: dopo l’approvazione degli emendamenti in Commissione, il testo dovrà passare al vaglio dell’Aula del Senato, per poi essere discusso anche alla Camera dei Deputati prima di diventare legge a tutti gli effetti.
Un altro provvedimento riguarda la certificazione di malattia tramite telemedicina: grazie a un emendamento specifico, i medici potranno certificare lo stato di malattia dei pazienti anche a distanza, semplificando così le procedure per i cittadini e riducendo il carico burocratico per i professionisti della salute.
Pina Onotri, Segretario Generale del Sindacato Medici Italiani, ha espresso soddisfazione per gli emendamenti approvati, in particolare per quanto riguarda la certificazione di malattia tramite telemedicina, sottolineando l’importanza della petizione su televisita e autocertificazione, che ha raccolto ventimila firme in poche settimane. L’obiettivo, secondo Onotri, è ridurre il carico burocratico per i medici di medicina generale e ottenere il riconoscimento dell’autocertificazione dei primi tre giorni di malattia, un modello già adottato in diversi Paesi europei.
Il sindacato auspica che entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge il Ministro della Salute emani un decreto per regolamentare il tutto, con lo scopo di ridurre la pressione sui medici e alleggerire i presidi sanitari, spesso intasati da richieste di certificazioni di malattia che distolgono risorse dall’assistenza ai pazienti che ne hanno più bisogno. Le misure approvate rappresentano un passo importante per migliorare le condizioni di lavoro dei medici e l’efficienza del sistema sanitario nazionale.