"Oggi, fino al 40% degli esami di diagnostica per immagini, dalle tac alle risonanze magnetiche, è inappropriato. Si tratta, cioè, di esami in eccesso o inutili". Lo ha sottolineato la presidente della Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (Sirm), Nicoletta Gandolfo, in occasione del convegno 'Sostenibilità in radiologia: ricerca, innovazione e responsabilità'. I motivi che causano un tasso di inappropriatezza così alto negli esami, ha rilevato Gandolfo, sono legati “in parte al fenomeno della medicina difensiva, che spinge il medico ad un eccesso di prescrizioni, ed in parte al crescente invecchiamento della popolazione ed al conseguente aumento della richiesta di esami di diagnostica per immagini".
Tutto questa porta anche all'allungamento dei tempi per ottenere un esame, con il grave fenomeno delle liste di attesa: in alcuni casi, ad esempio per le risonanze magnetiche, rilevano gli esperti della Sirm, i tempi di attesa possono arrivare anche a 9 mesi. A fronte di queste criticità, la Società scientifica, afferma Gandolfo, "ha prodotto delle specifiche raccomandazioni per gli specialisti, ma è necessario anche sensibilizzare maggiormente i cittadini". Un altro aspetto è quello dell'impatto ambientale: "Le nostre tecnologie - sottolinea la presidente Sirm - producono oltre l'1% di gas serra. Da qui la sfida di produrre apparecchiature sempre più ecosostenibili ". La sostenibilità è "un impegno che tutti come cittadini, come medici, come radiologi ci dobbiamo prendere per il pianeta. Nel nostro caso la radiologia green, più verde", richiede "politiche ecosostenibili anche nella costruzione delle apparecchiature, nello smaltimento di alcune sostanze, quali per esempio i mezzi di contrasto o dei radiofarmaci, con economie circolari, per essere in grado di riciclare, riprodurre e riutilizzare, perché tutte le risorse non sono illimitate, non sono infinite". Lo ha detto all'Adnkronos Salute Gandolfo.
Il tema, rileva anche il presidente eletto Sirm, Luca Brunese, "è dunque la gestione delle risorse in ottica di sostenibilità. L'adozione di pratiche corrette, però, non si limita all'ottimizzazione economica, in cui rientra l'utilizzo 'green' dei macchinari di maggior consumo come la tac, ma riguarda anche la riduzione dell'impatto ambientale dei prodotti che utilizziamo, dai device tecnologici fino ai mezzi di contrasto e ai materiali radiologici, per cui sono fondamentali anche accurate politiche di smaltimento e recupero. In questa visione rientra anche una maggiore digitalizzazione, che caratterizzerà gli ospedali del futuro, con un incrementato utilizzo di telemedicina e intelligenza artificiale". “L'aumento della domanda di esami imaging e la medicina difensiva sono un mix micidiale. Per questo dovremmo cercare di ridurre la percentuale di esami inappropriati che vengono fatti per la medicina difensiva, il cui costo, secondo le stime di Anaao, è di circa 10 miliardi di euro l'anno. È quindi necessario invertire la rotta, ottimizzando le risorse".