Resta la Repubblica democratica del Congo il Paese più colpito dall'epidemia di Mpox sostenuta in particolare dalla nuova variante, il clade 1b, del virus. È il quadro confermato dall'ultimo rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità. L'agenzia segnala che "la situazione nel Paese rimane preoccupante, nonostante molte province segnalino trend stabili nei casi", perché i ceppi virali continuano a circolare, ma non solo: a destare timore, evidenzia l'Oms, è "la crescente violenza" che si registra "nella parte orientale del Paese", per via degli scontri fra i combattenti del gruppo armato M23 e l'esercito, violenza che "pone ulteriori sfide" anche per la risposta a Mpox (noto come vaiolo delle scimmie, prima del cambio nome stabilito in chiave anti-stigma).
A livello globale l'epidemia "continua prevalentemente nella Repubblica democratica del Congo, in Burundi e in Uganda", mentre alcuni nuovi casi correlati ai viaggi sono stati identificati in Paesi precedentemente non colpiti. "Fuori dall'Africa - continua il report - 11 Paesi hanno rilevato il clade 1b di Mpox: Cina (7 casi), Germania (7 casi), Regno Unito (6 casi), Thailandia (3 casi), Belgio (2 casi), Stati Uniti (2 casi), Canada (1 caso), Francia (1 caso), India (1 caso), Pakistan (1 caso) e Svezia (1 caso). In questi Paesi non sono stati segnalati decessi associati al clade 1b. L'Azerbaijan ha segnalato il suo primo caso di Mpox, ma non sono ancora disponibili informazioni sul clade".