Da quando è iniziata la pandemia di Covid, l’intelligenza artificiale (IA) e l’uso delle tecnologie basate sull’IA hanno avuto un ruolo significativo. In seguito, “ci si è resi conto che questi strumenti possono essere utili non solo nell’emergenza, ma anche nella gestione quotidiana dei pazienti”. A spiegarlo è Alessandro Perrella, direttore UOC Malattie infettive emergenti ad alta contagiosità dell’Azienda ospedaliera specialistica dei Colli, Monaldi - Cotugno di Napoli, e responsabile scientifico del corso ECM promosso da Edra sull’Intelligenza artificiale (IA) nella gestione delle malattie infettive, che si svolgerà a Napoli, in presenza, il 22 e 23 novembre prossimi.
Secondo l’esperto, “i ricercatori erano già attivi in questo campo da diversi anni, ma il Covid ha dato una spinta in avanti che ha fatto progredire probabilmente di decenni l’applicazione delle tecnologie, in un lasso di tempo estremamente ridotto”. In ambito medico, l’IA è un supporto importante nella pratica clinica, ma soprattutto nella ricerca. “In Italia –sottolinea Perrella - abbiamo una buona gestione della privacy e l’IA sta progredendo in una direzione di assoluta tutela del paziente, come supporto fondamentale al medico che attraverso algoritmi può assisterlo nel percorso di cura. E non solo, anche nella ricerca scientifica – continua l’esperto -, l’IA sta migliorando la scoperta di molecole che possono essere attive contro i batteri resistenti”.
A proposito del corso Ecm in programma a fine novembre, Perrella racconta che l’idea “nasce con l’obiettivo di approfondire, con persone che conoscono già i concetti di IA nelle malattie infettive, aspetti come l’IA in generale e come può aiutare nell’assistenza al paziente, l’uso di queste tecnologie nella scoperta di nuove molecole, in particolare gli antibiotici, l’IA nella gestione del malato e in ultimo il futuro dell’IA in sanità, dal lato economico, etico e medico-legale”.