"Siamo stanchi di essere i capri espiatori di incapacità gestionali di enti pubblici che dovrebbero prendere decisioni risolutive. Se continueremo ad essere abbandonati, siamo pronti a manifestare presso la sede dell'assessorato della Sanità di Regione Campania insieme ai cittadini e a ridurre al minimo il nostro servizio assistenziale, fino a quando una delle organizzazioni sindacali di categoria si decida ad indire seriamente uno sciopero". Salvatore Caiazza, presidente dell'associazione campana di dottori di medicina generale Medici senza carriere, reagisce così all'ennesima aggressione, ieri sera a Melito di Napoli nella sede della guardia medica, dove 2 camici bianchi sono stati picchiati da 5 persone, parenti di un malato per il quale pretendevano una visita domiciliare. "Arriveranno le solite parole di solidarietà di varie figure istituzionali che, come al solito, resteranno parole e basta. Così era accaduto l'anno scorso per l'aggressione a Quarto e ancora prima a Giugliano, dove i medici hanno subito violenze per aver rifiutato certificazioni. Più volte abbiamo affermato a gran voce che non abbiamo bisogno di parole di solidarietà e conforto, ma di soluzioni che vanno a prevenire il fenomeno”, dichiara.
“L'unica vera e reale soluzione è l'arresto immediato degli aggressori e il processo per direttissima, oltre alla definizione dei diritti e doveri dei medici nel proprio contratto di lavoro, che ha condizioni sempre peggiori rispetto al passato", dice Caiazza. "Per una volta - chiede - facciamo in modo che l'Italia sia un Paese europeo. Inutile proporre visite a distanza attraverso piattaforme informatiche e altre cose dette per far parlare di sé, ma poco hanno a che fare con la tutela dei professionisti". Medici senza carriere si appella alla presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, e al ministro della Salute, Orazio Schillaci, affinché "ignorino le proposte bislacche e autoreferenziali e prendano in considerazione ciò che chiedono la stragrande maggioranza dei medici italiani: tutela della propria incolumità e uno stato giuridico lavorativo di garanzia, come oggi, ricattabile e attaccabile sul piano legale e contrattuale, oltre che fisico". Così "come ci appelliamo ai presidenti delle Regioni e ai rispettivi assessori della Salute, in particolar modo a Vincenzo De Luca - continua Caiazza - affinché utilizzi la sua autorevolezza per rendere il lavoro dei medici di medicina generale un servizio a disposizione dei cittadini nella tutela della loro salute, ma che sia anche una professione tutelata nelle normative e in maniera esecutiva". La professione che assiste i cittadini "va tutelata e protetta, altrimenti - ammonisce - in un prossimo futuro il medico di cure primarie sarà solo un bel ricordo. Lo dimostra la mancata assegnazione di oltre la metà delle aree carenti di medicina generale in Campania ad inizio mese".
A intervenire sull’escalation di violenze ai danni dei sanitari è anche Snami che definisce i fatti accaduti “intollerabili”. “Solo una settimana ad oggi per l’episodio di Foggia dicevo con chiarezza che della solidarietà non ce ne facciamo nulla se non vengono prese misure forti e immediate per contrastare questo clima di pericolo e aggressioni. La vita del Medico non può essere messa in pericolo mentre compie la sua missione di assistere i malati”, commenta Angelo Testa, presidente nazionale Snami. “L’episodio di Cagliari-commenta Domenico Salvago, vice presidente nazionale Snami-avvenuto nella mia città è solo la punta dell’iceberg di una situazione diffusa e generalizzata di pressioni quotidiane che subiamo e che nella stragrande maggioranza dei casi non emerge e non viene denunciata , ma subdola ,continuativa e vigliacca. Altro parodosso, oltre il danno la beffa, è che il collega oltre i gravi danni fisici e psicologici subiti non troverà sostituto e dovrà rientrare al lavoro anche se non guarito”. “Ciò che è successo nella mia provincia-dice Gennaro Caiffa, vicesegretario nazionale Snami ,dove un Collega è stato aggredito ed ha riportato un trauma cranico e varie altre lesioni è sinonimo del clima che si è creato del nostro paese”. “I Soloni dell’informazione - conclude Testa - che danno addosso ai Medici di famiglia accusandoli di non rispondere al telefono e di non farsi trovare ,in buona sostanza di lavorare poco, la politica che pensa di deportare i Medici nelle case di comunità ,sono la sintesi di come si vuole sotterrare il SSN per far posto al privato ed al business che lo circonda ”.