Per fermare l'escalation delle aggressioni agli operatori sanitari, "nell'immediato appare urgente e improcrastinabile l'attivazione di sistemi di controlli di sicurezza nell'accesso alle strutture sanitarie. La collocazione di scanner e metal detector, già ordinariamente esistenti nelle sedi aeroportuali e ferroviarie, così come l'attivazione di videocamere nei luoghi di accesso alle strutture sanitarie potrebbe fungere da primo filtro e deterrente per eventuali ipotesi criminose. In coerenza si dovrebbe destinare, a tale servizio, laddove necessario ulteriore personale addetto al riconoscimento in ingresso, che potrebbe fungere anche da supporto alla pubblica sicurezza già presente in alcune strutture in specifici casi". Solo alcune delle proposte avanzate dalla Fnomceo, Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, in occasione dell'incontro oggi al ministero della Salute tra il ministro Schillaci, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e gli Ordini delle professioni sanitarie.
Le proposte
"Connesso e coerente sarebbe nel caso delle sedi di continuità assistenziale-guardia medica procedere all'accorpamento delle stesse in un'unica struttura al termine dell'orario ambulatoriale. Troppe donne, troppe professioniste medico che operano in solitudine di notte, in locali isolati, hanno subito aggressioni favorite certamente anche da una situazione ambientale non idonea - prosegue la Fnomceo - La situazione appare oggi di tale gravità da aver richiesto la diffusione di forte un messaggio comunicativo in cui la Federazione richiedeva ove necessario anche il ricorso al supporto dell'esercito. E' di tutta evidenza che non si intende in alcun modo chiedere la militarizzazione delle strutture sanitarie quanto piuttosto operare, in piena condivisione, con tutti coloro i quali sono in grado di assicurare utile apporto per riattivare regole e rispetto di protocolli interni gestionali, già previsti dalle amministrazioni delle strutture sanitarie, al fine di riportare le indispensabili condizioni di dignità, serenità e sicurezza tra i professionisti sanitari".
"Lo stato di disagio, di malessere, di impotenza, di sconforto a seguito dei quotidiani episodi di violenza fisica e non solo verbale contro i medici e gli operatori sanitari da parte di pazienti o parenti degli stessi che si continuano a verificare nelle strutture sanitarie, nei pronto soccorso, nelle sedi di continuità assistenziale richiedono, da parte del Governo, Parlamento e Autorità competenti interventi mirati, concreti e soprattutto attivati con urgenza - ricorda la Fnomceo - La Legge 113 del 2020 con la previsione della procedibilità' d'ufficio in caso di violenza contro gli operatori sanitari è certamente un traguardo raggiunto ma evidentemente è necessario fare di più'.
"I recenti drammatici fatti di cronaca a danno degli operatori sanitari, emblematico quello avvenuto presso il Policlinico di Foggia lo scorso 4 settembre 2024, evidenziano che sussistono le condizioni per una decretazione d'urgenza finalizzata alla tutela dei medici e degli operatori sanitari e alla difesa delle strutture sanitarie - avvertono gli Ordini dei medici - Necessario, ad avviso della Fnomceo, è l'emanazione di un decreto-legge centrato sul problema della violenza in ambito sanitario, che dovrebbe definire una serie di iniziative a carattere normativo e operativo, a carattere d'urgenza, che comprendano procedure di controllo e regolazione degli accessi alle strutture sanitarie e sistemi a garanzia della tutela personale dell'operatore sanitario".
In questi ultimi giorni i media e i social hanno rilanciato le proposte avanzate da Fnomceo finalizzate a provvedimenti specifici sul tema; proposte che potrebbero essere attuate anche attraverso l'utilizzo dei fondi europei garantiti dal Pnrr. "Schematicamente - ricorda la Federazione - si sintetizza che a livello normativo la proposta emendativa della Fnomceo riguarda la modifica dell'articolo 382 -bis 'Arresto in flagranza differita del Codice di Procedura penale che allargherebbe la previsione dell'arresto in flagranza differita, già vigente in caso di fatti criminosi compiuti durante manifestazioni sportive, laddove l'autore è arrestato entro 48 ore dal fatto, se identificato sulla base di una documentazione video fotografica legittimamente ottenuta. La modifica garantirebbe la possibilità di procedere immediatamente all'arresto dell'autore anche quando non fosse possibile intervenire immediatamente sul luogo del reato".