"Altre 4 aggressioni contro i professionisti sanitari nelle ultime 48 ore. E' un bollettino di guerra: all'ospedale Villa dei Fiori di Acerra, provincia di Napoli, l'ennesimo raid familiare contro il personale sanitario, aggredite dottoresse e infermiere del pronto soccorso; una dottoressa aggredita all'esterno dell'ospedale torinese San Giovanni Bosco, probabilmente a scopo di rapina; a Manduria (Taranto) un infermiere del 118 preso a pugni da paziente a cui pochi istanti aveva prestato assistenza, e a Casarano (sempre in Puglia) medico e infermiere del reparto di Urologia presi a calci da un paziente. Il Nursing Up, che attraverso i suoi referenti sindacali sta monitorando le differenti situazioni, ospedale per ospedale e territorio per territorio, denuncia che in Italia il rischio di un esodo di massa di personale dagli ospedali è ormai dietro la porta". E' il monito lanciato dal sindacato infermieri in una nota.
"Non avevamo mai assistito, nell'ultimo decennio, a un tale clima di esasperazione da parte dei cittadini", evidenzia Nursing Up. "Occorrono provvedimenti urgenti nel giro di pochi giorni: è necessaria una immediata e concreta riorganizzazione, da parte del Viminale, della presenze delle forze dell'ordine negli ospedali, con un ingente aumento di agenti e soprattutto con un ampliamento dell'orario di impiego, in particolar modo a supporto dei turni di notte dei professionisti sanitari, nei pronto soccorso e nei reparti di emergenza-urgenza".
Aaroi Emac Puglia
Anche Aaroi Emac Puglia chiede di "passare subito dalle parole ai fatti" contro le "bestiali violenze" che si moltiplicano ai danni degli operatori sanitari. L'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani pugliese esprime "totale condanna" verso le aggressioni in corsia e chiede alle istituzioni di agire ora.
"I recentissimi e, in brevissimo tempo, ripetuti episodi di aggressioni agli operatori sanitari in servizio presso strutture pubbliche, in particolare della Puglia - dichiara Antonio Amendola, presidente regionale del sindacato - vanno ormai ad incrementare, rendendola sempre più nutrita e impunita, la aberrante casistica di violenze fisiche, lesioni, maltrattamenti, minacce, in alcuni casi concretizzatesi in passato addirittura con la morte di alcuni operatori sanitari, che ormai da svariati anni assurge quotidianamente e con veemente frequenza alle cronache nazionali. In tutti questi episodi, e soprattutto nel verificarsi degli eventi più eclatanti, si innalzano le giuste proteste delle istituzioni, siano esse rappresentative degli operatori sanitari, che della componente di governo del sistema sanitario o della società civile in genere. Tuttavia, nonostante questa crescente e confortante positiva reazione, tali assurdi comportamenti continuano con ancora più vigore a perpetuarsi, del tutto sordi quindi a qualsiasi anche coesa risposta attuata o prospettata sino ad ora".