Europa e Mondo
Pandemie
22/08/2024

Vaiolo scimmie, ondata di casi in tutto il mondo. Ecco i Paesi a rischio

Anche se la malattia è nota da decenni, un nuovo ceppo più mortale e più trasmissibile del virus, noto come Clade 1b, ha causato la recente ondata di casi

vaiolo scimmie

Mentre in Europa i casi di vaiolo delle scimmie sono sotto controllo, la situazione è ben diversa in Africa e in America Latina. Oggi è stato confermato anche un caso in Tailandia, il primo registrato in Asia del nuovo ceppo di vaiolo delle scimmie, denominato Clade 1b, in un paziente che aveva viaggiato in Africa. Chiunque viaggi in Tailandia dai 42 "Paesi a rischio" deve registrarsi e sottoporsi a test all'arrivo, ha affermato il dipartimento. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha dichiarato un'emergenza sanitaria pubblica globale per la nuova variante del morbo, esortando i produttori ad aumentare la produzione di vaccini. La malattia, causata da un virus trasmesso (l'Mpxv) da animali infetti ma trasmessa da uomo a uomo attraverso uno stretto contatto fisico, provoca febbre, dolori muscolari e grandi lesioni cutanee simili a foruncoli. Anche se la malattia è nota da decenni, un nuovo ceppo più mortale e più trasmissibile del virus, noto come Clade 1b, ha causato la recente ondata di casi. Secondo l'Oms, il Clade 1b provoca la morte in circa il 3,6% dei casi, e i bambini sono i più a rischio.

Africa

I casi e i decessi di Mpox stanno aumentando in Africa, dove da luglio sono stati segnalati focolai nella Repubblica Democratica del Congo, Burundi, Kenya, Ruanda e Uganda. Sono sempre più numerosi gli appelli perché in questi Paesi venga reso disponibile il vaccino, che in questo momento potrebbe aiutare a contenere l'infezione. Mentre il mondo occidentale considera i vaccini una risorsa essenziale per prepararsi a un'eventuale emergenza, in Africa sono già indispensabili per evitare il peggio. "Come sappiamo, lo scarso accesso ai vaccini aggraverà ulteriormente questa crisi", rileva il direttore globale di Amref Health Africa. La prima impennata dei casi di Mpox in Africa risale al 2022 e da allora i numeri sono andati aumentando costantemente, fino ai 37.583 segnalati (dal 2022 al 2024) in 15 Paesi del continente dai Cdc africani. La più colpita è la Repubblica Democratica del Congo, dove si concentrano ben il 96,3% dei casi. Solo nel 2024 , secondo i dati dei Cdc africani aggiornati allo scorso luglio, sono stati segnalati 14.250 nuovi casi e 456 decessi, con un aumento del 160% rispetto al luglio 2023. Accanto ai numeri, a sollevare la preoccupazione è la comparsa del nuovo sottotipo del Clade I, chiamato Clade Ib. Attualmente i focolai si stanno moltiplicando e rafforzare la sorveglianza è d'obbligo, sia con le misure di salute pubblica per contenere il virus sia con le attività di controllo transfrontaliero. Ma non basta: per evitare che la situazione diventi ancora più grave sono necessari i vaccini e sono molte le organizzazioni umanitarie che in questi giorni stanno moltiplicando gli appelli per renderli disponibili. "Serve di nuovo ricordare che, mentre i sistemi sanitari operano a livello locale, i rischi per la salute sono globali e la sicurezza sanitaria è una sfida condivisa a livello mondiale", rileva Amref Health Africa, che nel continente sta lavorando "per migliorare le capacità di laboratorio per la diagnosi e la conferma dell'Mpox" e "formando gli operatori sanitari alla prevenzione e al controllo delle infezioni e alla gestione dei casi".

America Latina

L'attenzione è alta anche in Sudamerica, dove l'Honduras intende rafforzare la sorveglianza e l'Argentina, dove i casi diagnosticati quest'anno sono saliti a nove, ha attivato il protocollo di emergenza. Scampato il pericolo per un contagio da vaiolo delle scimmie su una nave isolata dalle autorità sanitarie argentine nelle acque del rio della Plata. Ma la guardia resta alta nel Paese sudamericano, dove nelle ultime ore è stato confermato un secondo caso di Mpox nella città di Rosario, su un uomo rientrato da un viaggio in Spagna. Solo tre giorni fa il ministero della Salute aveva lanciato un allarme epidemiologico, segnalando che nel 2024 i casi del virus confermati sono stati otto, con tre contagi in più in una sola settimana. Tuttavia, il primo malato di vaiolo delle scimmie in Argentina risale al 2022. Da allora ci sono stati 1.157 episodi confermati e due morti. A dimostrare quanto sia forte il livello di attenzione sono le procedure seguite nel caso della nave messa in quarantena per 24 ore. Anche nel vicino Brasile (Paese da cui arrivava l'imbarcazione bloccata) è riapparso il vaiolo delle scimmie. Con un numero medio di casi compreso tra 40 e 50 al mese. Sempre in America Latina, anche il Messico si sta attrezzando per la prevenzione. Secondo l'ultimo rapporto del Sistema nazionale di sorveglianza epidemiologica (Conave), al 10 di agosto i casi registrati sono stati 53, con la maggior concentrazione - 32 - a Città del Messico. In risposta all'emergenza sanitaria dichiarata dall'Oms, il Conave ha intanto pubblicato un avviso per chiarire le procedure da mettere in atto di fronte a casi a rischio.


Anna Capasso

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