Una donna incinta, residente nel Pernambuco, Stato del Brasile, ha presentato sintomi di Oropouche durante la 30esima settimana di gravidanza. È a partire da questo caso che l'Organizzazione Panamericana della sanità (Paho), ha lanciato l'allarme sui casi in cui potrebbe essersi verificato un contagio 'verticale' in gravidanza del virus Oropouche. Proprio per questo l'agenzia Onu ha emesso l'alert epidemiologico, per informare i suoi Stati membri degli approfondimenti in corso e richiedere "una sorveglianza rafforzata per monitorare il potenziale verificarsi di eventi simili in altri Paesi" dove c'è una circolazione del virus Orov e altri arbovirus.
Nel caso sotto la lente dell’Agenzia, dopo la conferma di laboratorio dell'infezione da virus Orov, è stata successivamente segnalata la morte del feto. Un secondo caso sospetto è stato riportato nello stesso Stato: sono stati osservati sintomi simili in una donna incinta, e l'esito è stato un aborto spontaneo. "La possibile trasmissione verticale e le conseguenze nel feto sono ancora oggetto di studio", afferma la Paho nell'alert diramato. "Tuttavia, queste informazioni vengono condivise con gli Stati membri per renderli consapevoli della situazione e allo stesso tempo chiedere loro di prestare attenzione al verificarsi di eventi simili nei loro territori". Intanto si indaga per aumentare la comprensione di questa possibile via di trasmissione e le sue implicazioni.
Recentemente si è osservato un aumento dei casi nella regione. Tra gennaio e metà luglio 2024, sono stati segnalati quasi 7.700 casi confermati di Oropouche in cinque Paesi delle Americhe, informa la Paho. Il Brasile ha il numero più alto (6.976), seguito da Bolivia, Perù, Cuba e Colombia. L'identificazione di una sospetta trasmissione del virus da madre a figlio è avvenuta proprio in questo contesto di aumento dei casi segnalati.
Nei giorni scorsi la Paho ha pubblicato anche linee guida per assistere i Paesi nell'individuazione e nella sorveglianza dell'Oropouche e di possibili casi di infezione da madre a figlio, malformazioni congenite o morte fetale. Si lavora, informa l'agenzia, a stretto contatto con i Paesi in cui sono stati confermati casi per condividere conoscenze ed esperienze. I sintomi della malattia comprendono l'improvvisa comparsa di febbre, mal di testa, rigidità articolare, dolori e, in alcuni casi, fotofobia, nausea e vomito persistente che possono durare dai 5 ai 7 giorni. Sebbene la forma grave sia rara, può evolvere in meningite asettica. Il recupero completo può richiedere diverse settimane. Anche l'Italia quest'anno ha registrato 4 casi di febbre Oropouche, tutti di importazione (viaggiatori rientrati da Paesi proprio di quest'area in cui circola il virus).
L'invito della Paho alle autorità sanitarie nazionali della regione è quello di "attuare azioni di prevenzione e controllo dei vettori", tra cui il rafforzamento della sorveglianza entomologica, la riduzione delle popolazioni di zanzare e altri insetti vettori del virus e iniziative di educazione della popolazione, in particolare delle donne incinte, sulle misure di protezione personale per prevenire i morsi di questi insetti. Si parla di proteggere le case con zanzariere a maglia fine su porte e finestre; indossare indumenti che coprano braccia e gambe, soprattutto nelle case dove sono presenti malati; applicare repellenti specifici; e usare zanzariere attorno ai letti o dove riposano le persone.
Da quanto si è rilevato l'aumento di casi nella regione, la Paho ha poi fornito supporto ai Paesi colpiti per rafforzare la loro capacità di rilevare e confermare l'Orov, distribuendo reagenti per test molecolari e un protocollo attualmente disponibile in 23 Paesi per facilitare la diagnosi precoce. Inoltre, la Paho ha organizzato varie attività come un seminario internazionale sulla sorveglianza molecolare degli arbovirus emergenti e riemergenti, che ha riunito esperti sanitari e ricercatori provenienti da Bolivia, Ecuador, Guyana, Paraguay, Perù, Suriname, Venezuela e Brasile.