“Tra il 1975 e il 2020, i costi totali dovuti alle zanzare invasive, come Aedes aegypti e Aedes albopictus, vettori della febbre dengue, della chikugunya e del virus Zika, ammontano a circa 94,7 miliardi di dollari, per un costo medio annuo di 3,29 miliardi di dollari, con un picco di 20,9 miliardi di dollari nel 2013". È quanto afferma in una nota il Sindacato Italiano Veterinari Medicina Pubblica (Sivemp), citando una ricerca pubblicata di recente sulla rivista Science of The Total Environment. "Questi costi sono letteralmente esplosi a partire dai primi anni 2000, mentre gli investimenti nella gestione e nella prevenzione dei rischi sanitari emergenti, attraverso monitoraggio, controllo dei vettori e altre azioni preventive, compreso lo sviluppo di vaccini, sono rimasti stabili, costantemente inferiori ai costi dei danni e rappresentano solo una frazione dei costi totali", afferma Sivemp. "Che non esistano da tempo strategie per salvare il Ssn e la sanità pubblica non ci sorprende più, ma non riusciamo a comprendere come gli economisti sanitari, sempre prodighi di suggerimenti restrittivi della spesa sanitaria, applicando le loro teorie aziendalistiche non si siano mai accorti, misurandoli con proverbiale accuratezza, dei costi della assenza di iniziative di prevenzione efficaci proprio a ridurre la spesa sanitaria, oltre a evitare patologie che deprimono la potenzialità lavorativa e di produzione di Pil di migliaia di persone" ha commentato il segretario nazionale Sivemp, Aldo Grasselli.