Tanti fascicoli sanitari attivi quanti gli italiani– 57,66 milioni e 418,6 milioni di referti digitalizzati che cresceranno inevitabilmente nei prossimi giorni e mesi: con i finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, le regioni stanno provvedendo ad inserire nelle loro banche dati i documenti dei residenti, che ormai sono elettronici e potenzialmente consultabili da tutti i sanitari autorizzati. In pratica, stanno attuando il decreto sul Fascicolo sanitario “2.0” del 7 settembre 2023 che adegua il dossier sanitario di ogni italiano alle nuove potenzialità informatiche della sanità pubblica, lo rende leggibile nelle diverse regioni e da diversi soggetti autorizzati. Tutto questo grazie all’alimentazione automatica, il vero motore del cambiamento.
Che cosa cambia rispetto al passato: Un paziente in protocollo di cura seguito in un istituto oncologico deve effettuare esami periodici per la potenziale cardiotossicità del farmaco assunto. In parallelo, deve sottoporsi agli stessi esami in un centro cardiologico per un precedente intervento. A volte a 24-48 ore di distanza. Oncologo e cardiologo leggono i referti l’uno dell’altro, di fatto ne basterebbe uno. Impossibile evitare la duplicazione degli esami. Se però il paziente acconsente a che entrambi i medici vedano il suo Fascicolo il problema-spreco è risolto. Ogni medico autorizzato infatti in quel caso può vedere la storia clinica della persona assistita. Questo, grazie all’alimentazione automatica dei fascicoli da parte di Asl, regioni, strutture pubbliche del Ssn, Servizio naviganti Sasn, privati accreditati od autorizzati dal Ssn e professionisti sanitari.
Stop consenso all’alimentazione: Al fascicolo “universale" si è arrivati eliminando il "consenso all'alimentazione” dei fascicoli che secondo la legge 179 del 2012 il paziente poteva/doveva esprimere ad ogni sanitario che incontrava nei percorsi di cura. Altro vantaggio del FSE è che l’assistenza non si ferma entro i confini della regione: i dati inseriti nella banca di un’Asl devono essere leggibili, utilizzabili, accessibili anche in altre Asl e regioni. Queste ultime devono alimentare i fascicoli con le soluzioni tecniche indicate da Agenas.
Lo step del 30 giugno: Una delle conseguenze dell’alimentazione automatica prevista dal decreto 7 settembre 2023 (e prima ancora dal decreto-legge 34/2020) la vedremo entro il 30 giugno prossimo. Entro allora, solo per i dati e i documenti sanitari generati da patologie precedenti al 19 maggio 2020, l’assistito che voglia evitare siano inseriti può farlo accedendo al servizio on line “FSE Opposizione al pregresso” sul portale Sistema Tessera Sanitaria. La scadenza sarà per molti occasione di accedere per la prima volta al FSE. Una “missione possibile”, usando la carta identità elettronica o la carta nazionale dei servizi o lo SPID, sul portale della regione dove si vive o sul Portale nazionale FSE. In base all’articolo 64 ter del Codice dell’Amministrazione Digitale, chi fatica ad usare i mezzi informatici potrà delegare per 3 anni familiari o persone da lui indicate.
I nuovi dati del FSE: Se il “vecchio” fascicolo era preposto a contenere estremi dell’assistito, esenzioni per reddito e patologia, contatti e delegati, elenco vaccinazioni, referti, verbali di pronto soccorso, lettere di dimissione, spesso tutto in scansioni di carte in formato PDF, ora contiene documenti digitali: ricette specialistiche e farmaceutiche elettroniche, cartelle cliniche, referti online. E ancora: Patient summary (profilo sanitario sintetico), possibilità di distinguere farmaci erogati a carico SSN o meno (dossier farmaceutico), taccuino personale dell’assistito e lettere di invito per screening. Questi documenti sono leggibili in tutto o in parte a seconda della professione svolta dal sanitario e dal suo ruolo nel percorso di cura. Il decreto 7 settembre 2023 infatti non ha eliminato il consenso obbligatorio alla consultazione del FSE ma solo quello all’alimentazione.
I consensi alla consultazione: In quanto autorizzato dall’assistito a consultare il suo fascicolo, il medico di famiglia può leggerlo integralmente esclusi i dati eventualmente oscurati per legge o per volontà del paziente. Così il pediatra di famiglia, il sostituto, i medici ospedalieri e specialisti per visite/esami o per il ricovero limitatamente al tempo del processo di cura, l’infermiere o l’ostetrica, e il farmacista. Il personale amministrativo legge le sole informazioni necessarie alle funzioni cui è preposto. Però, sia per le prestazioni SSN sia per quelle dei privati, la condivisione dei dati del FSE è consentita solo se il paziente ha dato il consenso. In mancanza di un “ok”, i dati in questione possono vederli solo lui e il medico che li ha prodotti. Il paziente può peraltro autorizzare tutti coloro che lo assistono esprimendo un consenso online sul fascicolo personale, sempre revocabile. Per i minorenni il consenso alla consultazione è espresso dai genitori. Il rifiuto alla consultazione del FSE da parte dei sanitari non impedisce l’erogazione delle prestazioni ma impedisce a chi cura un assistito di accedere al fascicolo e di acquisire informazioni utili. L'assistito ha comunque il diritto di non rendere visibili sul FSE i dati e documenti relativi a una prestazione che ha ricevuto ("diritto all'oscuramento"). Inoltre, ci sono dati specifici che sono presenti dall’inizio nel FSE ma sono “oscurati” e possono vederli solo l’assistito e il medico che li ha prodotti finché il primo non decida altrimenti: quelli sulla sieropositività, sulle interruzioni volontarie di gravidanza, su avvenute violenze sessuali o casi di pedofilia, su uso di sostanze stupefacenti ed alcool, sulle decisioni di partorire in anonimato, e i documenti dei consultori familiari.