La sorveglianza post-vaccinazione è fondamentale per individuare tempestivamente eventuali focolai di influenza aviaria o anche per attestare l'assenza della malattia, consentendo la movimentazione sicura dei volatili. È questo l’esito principale di un nuovo parere scientifico EFSA nel quale vengono valutate anche possibili opzioni di riduzione del rischio a seguito di vaccinazione sia di emergenza che preventiva.
Negli ultimi anni l’Unione Europea è stata colpita da un’epidemia di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) tra gli uccelli selvatici e domestici. La Commissione europea ha chiesto all’EFSA di fornire una panoramica dei vaccini HPAI disponibili, della loro efficacia contro i virus circolanti e una valutazione dei vari schemi di vaccinazione per orientare le decisioni sulle possibili strategie di vaccinazione. All’EFSA è stato inoltre chiesto di valutare le strategie di sorveglianza per l’individuazione precoce del virus HPAI e di dimostrare l’assenza di HPAI durante la vaccinazione di emergenza e preventiva, nonché le restrizioni e le misure di mitigazione del rischio, negli allevamenti e nelle aree vaccinate.
Gli esperti hanno quindi valutato se le strategie di sorveglianza disponibili fossero in grado di dimostrare l’assenza della malattia, consentendo così la circolazione sicura del pollame e dei prodotti correlati. Nel caso della vaccinazione d’emergenza per l’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI), “i nostri scienziati – spiega l’EFSA – hanno concluso che i programmi di sorveglianza per l’individuazione precoce di nuovi focolai dovrebbero considerare il tipo di pollame e le dimensioni dell’allevamento per essere efficaci”. Se la vaccinazione è preventiva, per dimostrare l’assenza della malattia “si raccomanda di effettuare test virologici mensili su un massimo di 15 volatili morti per salvaguardare la movimentazione del pollame e dei prodotti correlati”. Inoltre, sia gli allevamenti vaccinati che quelli non vaccinati devono essere sottoposti a sorveglianza passiva.
In un precedente parere, pubblicato nell'ottobre 2023, l'EFSA aveva già fornito consulenza scientifica sui vaccini contro l’HPAI disponibili per il pollame e i relativi programmi vaccinali. Il parere attuale contribuirà ora all’assunzione da parte dei gestori del rischio a livello nazionale ed europeo di misure adeguate e strategie efficaci di sorveglianza da attuare nelle zone sottoposte a vaccinazione e negli allevamenti, sia per individuare precocemente focolai di HPAI sia per attestarne l'assenza.
“La vaccinazione è uno strumento importante nella lotta contro l'influenza aviaria ed è raccomandata nell’ambito di un approccio integrato al controllo della malattia. Tuttavia, è necessario seguire uno schema di sorveglianza strategica e mettere in atto misure per ridurre il rischio di trasmissione del virus" ha dichiarato Frank Verdonck, responsabile dell'unità Rischi biologici e salute e benessere degli animali dell'EFSA. “Resta essenziale mantenere un elevato livello di biosicurezza, anche quando si ricorre alla vaccinazione. Sensibilizzare i responsabili degli allevamenti e gli operatori del settore può contribuire a garantire che qualsiasi cambiamento nella produzione di pollame o un eventuale aumento della mortalità siano prontamente segnalati e affrontati" ha aggiunto.
Gli esperti Efsa hanno esaminato le diverse strategie di sorveglianza, indicando per ogni scenario e specie di pollame (gallina ovaiola, tacchino, anatra) il numero di animali da sottoporre ad analisi, i test da eseguire e la periodicità con cui farlo.
"Sensibilizzare i responsabili degli allevamenti e gli operatori del settore può contribuire a garantire che qualsiasi cambiamento nella produzione di pollame o un eventuale aumento della mortalità siano prontamente segnalati e affrontati", ha concluso Verdonck.