Uno studio condotto da Alison Cowan, ginecologa della società privata Mirvie di San Francisco, specializzata nella messa a punto di strumenti predittivi e di supporto per l'assistenza personalizzata alla gravidanza, segnala che la previsione precoce della preeclampsia potrebbe influenzare positivamente l'aderenza alla terapia farmacologica e l’adozione di comportamenti salutari da parte delle donne in gravidanza.
Dalle pagine della rivista BMC Pregnancy and Childbirth, gli autori spiegano che la gestione ottimale di questa condizione spesso mette alla prova le pazienti, data la necessità di cambiamenti comportamentali e l'assunzione di farmaci.
Attraverso un’indagine digitale somministrata online a 1.022 donne, lo studio ha rivelato che, nonostante un'alta percentuale di soddisfazione riguardo le cure ricevute durante la gravidanza (84%), esiste una bassa conoscenza riguardo i segnali e i sintomi della preeclampsia. Solo il 10% delle intervistate è stato infatti in grado di identificare cinque segnali comuni della condizione. Tuttavia, il desiderio di sottoporsi a test predittivi precoci è stato elevato (91%), con una significativa percentuale di donne (88%) che ha dichiarato che un rischio elevato identificato da tali test le avrebbe motivate a seguire più strettamente le raccomandazioni mediche.
“L'evidenza di altri campi medici suggerisce che quando i pazienti conoscono il loro rischio personalizzato, agiscono in base a tali informazioni” spiega Cowan. “Questo studio traduce per la prima volta in ostetricia le intuizioni della cardiologia e le informazioni personalizzate sul rischio di malattie cardiache. Le pazienti ci dicono che, se avessero a disposizione test oggettivi per prevedere il rischio di preeclampsia, cambierebbe significativamente il modo in cui gestiscono le loro gravidanze”.
BMC Pregnancy and Childbirth 2024. Doi: 10.1186/s12884-024-06397-z
https://doi.org/10.1186/s12884-024-06397-z