Una donna su quattro in gravidanza riferisce di non consumare mai o di consumare raramente il pesce, fonte naturale di acidi grassi omega-3, durante la gravidanza. Allo stesso modo è poco comune l’assunzione di integratori a base di questi composti essenziali. A mostrarlo è una ricerca coordinata da Emily Oken, dell’istituto Harvard Pilgrim Health Care di Boston, negli USA. I risultati dell’indagine sono stati pubblicati su Public Health Nutrition.
Gli acidi grassi polinsaturi (PUFA) omega-3 sono nutrienti essenziali per l’organismo, ovvero non si possono sintetizzare, per cui devono essere assunti tramite la dieta o in forma di integratori. Un consumo adeguato di questa sostanza è importante in gravidanza dal momento che gli omega-3, in particolare l’acido docosaesaenoico, contribuiscono al neurosviluppo del feto e possono migliorare gli outcome della gravidanza, incluso il rischio di nascita pretermine.
Il pesce e altri prodotti ittici sono la principale fonte di omega-3 a catena lunga, tanto che le attuali linee guida raccomandano, durante la gravidanza, di consumare 2-3 portate a settimana di questi alimenti. Negli anni, però, il consumo di pesce durante la gravidanza si è ridotto, probabilmente a causa dell’allerta sulla presenza di mercurio in questi prodotti, a partire dal 2001. E sebbene la gran parte degli esperti ritenga che il consumo di pesce sia una fonte ottimale per raggiungere livelli raccomandati di omega-3, per le donne che non possono o non vogliono mangiare pesce sono consigliati gli integratori a base di queste sostanze.
Per valutare il consumo di pesce o di integratori a base di omega-3 tra le donne in gravidanza, il team americano ha condotto uno studio su 23.446 donne incinte comprese nel programma Child Health Outcome (ECHO), di cui 10.800 hanno riferito di consumare pesce e 12.646 di assumere integratori. Tra le donne che mangiavano pesce, solo il 13,1% delle intervistate lo consumava più di due volte a settimana, mentre circa il 22,1% lo mangiava una o due volte e il 40,1% lo mangiava meno di una volta alla settimana. Il 24,6%, invece, quasi un quarto delle donne, non mangiava pesce mai o lo consumava molto raramente, ovvero meno di una volta al mese. In particolare, poi, tra le donne che consumavano pesce, quelle tra i 35 e 40 anni ne mangiavano di più rispetto alle donne sotto i 29 anni.
Per quel che riguarda l’assunzione di integratori a base di omega-3, infine, solo il 16,2% delle donne intervistate ha dichiarato di averne assunti e il consumo di questi prodotti è stato maggiore tra le partecipanti che avevano un più elevato livello di istruzione, che appartenevano a una fascia di età maggiore, che avevano un indice di massa corporea inferiore o che consumavano meno pesce.