Primi risultati positivi in Europa dopo l’adozione di buone pratiche a contrasto della resistenza batterica agli antibiotici. L’European Food Safety Authority (EFSA) di Parma e l’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) di Stoccolma hanno emesso una nota congiunta per fare il punto sul riscontro su uomo ed animali di crescenti resistenze ai più comuni antibiotici da parte dei batteri di Salmonella e Campylobacter. Al contrario di altri batteri che restano vulnerabili agli antibiotici, per questi due ceppi in molti paesi si registrano focolai di infezioni resistenti. Per quanto invece riguarda l’Escherichia coli osservata nel bestiame d’allevamento, c’è una buona notizia. Le due agenzie osservano più spesso che i batteri isolati nei campioni animali mostrano “completa suscettibilità” all’antibiotico o “zero resistenza”. In parallelo, diminuisce nelle carni il riscontro di ceppi di Escherichia Coli capaci di produrre enzimi quali beta-lattamasi a spettro esteso (ESBL) o inibitori delle beta-lattamasi (AmpC) , che a loro volta sono in grado di neutralizzare gli antibiotici. Continua invece ad aumentare il numero di paesi in cui si riscontra resistenza ai carbapenemi, in particolare ad opera di ceppi di Salmonella riscontrata sull’uomo e di Escherichia coli isolata negli animali. Il dato desta preoccupazione poiché i carbapenemi sono antibiotici usati spesso in ultima battuta. Negli ultimi 10 anni in almeno metà dei paesi oggetto delle ricerche dei due istituti si sono poi riscontrati, in genere nel pollame, trend crescenti di resistenza dei batteri di Salmonella Enteritidis e Campylobacter jejuni capaci di generare infezioni gravi. Diminuisce invece in un terzo dei paesi il riscontro di resistenza del Campylobacter (specie Campylobacter coli) ai macrolidi. Questa classe di antibiotici starebbe emergendo come alternativa ai fluorochinoloni nel trattamento delle infezioni alimentari.
Altra buona notizia: in due terzi dei paesi europei diminuisce la resistenza a penicilline e tetracicline dei campioni di Salmonella Typhimurium isolati su maiali e bovini. Le resistenze agli antibiotici in ogni caso restano motivo di preoccupazione in Europa, come recita la nota congiunta EFSA-ECDC. «Osserviamo risultati positivi a seguito delle misure adottate per contrastare le resistenze batteriche, ma altri sforzi vanno fatti a contrasto di questa minaccia globale», dichiarano Mike Catchpole (ECDC) e Carlos Das Neves (EFSA). «L’approccio One Health ci ricorda che affrontare le AMR richiede la collaborazione di diversi settori: salute umana, salute animale, ambiente». E, come conclude la nota, richiede buone pratiche operative quali: promuovere un uso prudente degli antimicrobici, supportare le pratiche di controllo e di prevenzione delle infezioni, rafforzare ricerca e sviluppo di nuovi farmaci, assicurare sempre politiche coordinate dai livelli nazionali di governo.