Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 238 del 4-12-2023, l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha ammesso alla rimborsabilità una nuova indicazione per la terapia Car-T brexucabtagene autoleucel per il trattamento di pazienti adulti di età pari o superiore a 26 anni con leucemia linfoblastica acuta (Lla) a precursori di cellule B recidivante o refrattaria. Si tratta di una terapia cellulare con recettore antigenico chimerico delle cellule T (Car-T, Chimeric antigen receptor T-cell) che utilizza il sistema immunitario del paziente per combattere alcuni tipi di tumori ematologici.
L’autorizzazione si basa sui dati del trial clinico Zuma-3, studio multicentrico, di fase 2, a braccio singolo, volto a valutare il profilo di efficacia e sicurezza di brexucabtagene autoleucel nel trattamento della Lla recidivante o refrattaria da precursori delle cellule B nella popolazione adulta. La Lla recidivante o refrattaria (Lla r/r) è caratterizzata da anormalità di proliferazione e accumulo di linfoblasti: i tassi di guarigione osservati nei pazienti adulti con Lla r/r al trattamento di prima linea sono solo del 20-40% e, in seguito a recidiva, è improbabile che la maggior parte dei pazienti sopravviva a un anno.
«La leucemia linfoblastica acuta recidivante o refrattaria è una patologia rara, aggressiva e a prognosi estremamente infausta per la quale, ad oggi, non sono disponibili terapie adeguate. Il bisogno terapeutico per questa patologia è pertanto considerato importante» sottolinea Alessandro Rambaldi, direttore del Programma Trapianto di midollo osseo e Unità di Ematologia Dipartimento di Oncologia ed Ematologia dell’Ospedale di Bergamo, direttore e professore ordinario di Ematologia all'Università Statale di Milano. «Nello studio Zuma-3, a un follow up mediano di 26.8 mesi» prosegue «brexu-cel ha raggiunto un tasso di remissione completa (Cr) o remissione completa con recupero ematologico incompleto (Cri) del 71%, con un tasso di Cr del 56% nei 55 pazienti trattati nello studio di fase 2. La durata mediana della remissione è stata pari a 14,6 mesi e la sopravvivenza mediana è stata pari a 25,4 mesi. Tra i pazienti che hanno ottenuto una Cr, la sopravvivenza mediana non è stata raggiunta». Brexu-cel, dichiara Rambaldi «rappresenta quindi una terapia che, con un’unica somministrazione, ha dimostrato un beneficio clinico significativo e duraturo nel tempo in pazienti adulti con leucemia linfoblastica acuta a precursori di cellule B recidivante o refrattaria».
L’aggiornamento dello studio Zuma-3, corrispondente a un follow up a 3 anni (mFu 38,8 mesi), presentato lo scorso febbraio a Rotterdam (Olanda) nel corso del “5th European Car-T cell meeting 2023”, oltre a fornire un periodo di follow-up maggiore rispetto all’analisi precedente, ne ha confermato l’efficacia. In particolare, la sopravvivenza mediana è stata di 26 mesi per tutti i pazienti trattati e di 38,9 mesi tra i pazienti in Cr+Cri (n=39). Il tasso di sopravvivenza globale a 36 mesi è stato pari al 47,1%.