Attualmente, non esiste un singolo test per l'Alzheimer, e i pazienti possono attendere anni prima di ricevere una diagnosi. Attualmente, la maggior parte degli studi farmacologici riguardo il controllo e la diminuzione dei livelli di amiloide coinvolgono persone con malattia avanzata. Tuttavia, molti ricercatori ritengono che, quando compaiono i sintomi, la finestra di opportunità per prevenire il declino cognitivo potrebbe essere già passata. Di conseguenza, i farmaci potrebbero essere più efficaci nelle fasi iniziali, quando le persone hanno accumulo di amiloide ma non mostrano ancora sintomi, il che renderebbe un test del sangue particolarmente utile.
Un test del sangue potrebbe, in questo senso, evitare molte sofferenze e incertezze, rappresentando un modo economico e semplice per fornire una diagnosi più tempestiva.
Il National Health Service (NHS) inglese ha avviato uno studio della durata di cinque anni, con un finanziamento di 5 milioni di sterline dalla People's Postcode Lottery, per valutare se quali test sanguigni possano meglio contribuire alla diagnosi precoce della malattia di Alzheimer. I test del sangue in questione cercano tracce di proteine cerebrali, come tau e amiloide, che iniziano ad accumularsi nel cervello un decennio o più prima che le persone sviluppino perdita di memoria e confusione. Queste proteine, se rilevate precocemente, potrebbero aprire la strada a nuovi trattamenti, come donanemab e lecanemab, in grado di eliminare parte di questa accumulazione cerebrale.
Il progetto, chiamato NHS Blood Biomarker Challenge, mira a reclutare almeno 1.000 pazienti del NHS. L'Alzheimer's Society, Alzheimer's Research UK e il National Institute for Health and Care Research collaborano con il UK Dementia Research Institute presso l'University College London per il progetto.
Una volta capito il test del sangue migliore bisognerà ottenere l'approvazione dei regolatori del Regno Unito, e la ricerca dovrà dimostrarne l’efficienza e la convenienza economica per l'utilizzo da parte del NHS.
Fiona Carragher, dell'Alzheimer's Society, ha sottolineato che "quasi quattro persone su dieci nel Regno Unito con demenza non hanno ricevuto una diagnosi. Nuovi farmaci che mirano alla malattia di Alzheimer in fase iniziale sono dietro l'angolo, ma senza una diagnosi, le persone semplicemente non potranno accedervi se saranno approvati."
La Dr.ssa Susan Kohlhaas, dell’Alzheimer's Research UK, ha dichiarato che "è necessario spostare i test del sangue dal laboratorio alla clinica e valutarne l'efficacia in contesti reali".