
Arriva per i medici il contratto della dipendenza per il triennio 2019-21. Hanno firmato l'ipotesi di accordo dopo 7 mesi di trattativa tutti i sindacati dell'area dirigenza-sanità, autonomi e confederali, in rappresentanza di circa 135.000 medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale, veterinari e dirigenti sanitari. L'intesa, presentata in una conferenza stampa congiunta Aran-Sindacati, prevede aumenti medi pari a circa 150 euro lordi al mese e, nella parte normativa, introduce novità per migliorare le condizioni di lavoro. Sotto il profilo economico l'aumento medio in busta paga è di 289,30 euro medi lordi al mese. Gli arretrati al 31 ottobre 2023 ammontano a 10.757 euro medi lordi.
La voce istituzionale - «L'accordo ha avuto difficoltà, è il primo del post-pandemia, ma alla fine è stato sottoscritto da tutti, e questo è motivo di soddisfazione», dice per la controparte
Antonio Naddeo Presidente dell'Aran, agenzia per la contrattazione con la pubblica amministrazione che è emanazione di governo e regioni. «L'accordo segna un grande passo avanti per condizioni di lavoro: orario, pronta disponibilità, guardie questioni che hanno formato oggetto di tante riunioni. Molti aspetti andranno poi risolti a livello aziendale dai contratti integrativi».
I sindacati autonomi - Grazie all'accordo raggiunto - spiega il segretario Anaao Assomed
Pierino Di Silverio - abbiamo ottenuto alcuni risultati "storici": abbiamo sminato il terreno dalle ore 'regalate' alle aziende; abbiamo assicurato la carriera ai dirigenti; abbiamo assicurato il riposo e il pagamento delle ore extra; abbiamo definito le regole per i medici in formazione assunti nel Ssn e che grazie al Decreto Calabria potranno godere di diritti mai riconosciuti fino a oggi. Con l'eliminazione del servizio esterno per gli ospedali e presidi ospedalieri e la definizione della sede di lavoro non si alimenta più il fenomeno dei medici globetrotter. In sostanza il testo sottoscritto riesce a garantire ai colleghi condizioni di lavoro migliori delle attuali». Altri punti qualificanti per Di Silverio: riconoscimento delle ferie anche in caso di trasferimento ad altra azienda; eliminazione dei residui nei fondi che oggi rallentano carriere; impossibilità di fare guardie o reperibilità contemporaneamente in più presidi; depotenziamento dell'organismo paritetico; aumento del valore economico delle prestazioni aggiuntive a 80 euro incrementabili ancora in contrattazione aziendale; le ferie in caso di trasferimento non saranno perse.
Extra-orario e prossimo contratto- Sulle ore extra, Naddeo (Aran) dettaglia come per la prima volta si sancisca il diritto del dipendente a che le ore in più svolte siano recuperate nell'anno in cui si verifica lo sforamento, «se l'ente non riesce a farle recuperare entro l'anno possono essere recuperate nei sei mesi successivi, poi se non ci si è riusciti ancora possono recuperarsi in altri sei mesi, poi stop. Non esiste più un "orario illimitato"».
Guido Quici, Presidente CIMO obietta in un comunicato che non tutto è perfetto nell'orario di lavoro, «molte aziende sanitarie sono restie a raggiungere accordi decentrati e sarà obbligo dei sindacati imporre obbligo di chiudere questi contratti». Per Quici, sono stati però sanciti principi essenziali che ci consentiranno, nel prossimo contratto 2022-24, di meglio valorizzare i medici. «Tuttavia, essendo l'aspetto economico di questi contratti vincolato a leggi finanziarie di molto precedenti, è sotto gli occhi di tutti come si debba in futuro trattare prima della scadenza del contratto. Ad esempio, ora con 2022-24 si deve avviare al più presto». Naddeo ha chiarito che «il prossimo contratto si tratta quando ci saranno le risorse, e a metterle sarà la prossima manovra. Il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti ha dichiarato che le risorse ci saranno». Soddisfatti anche gli anestesisti Aaroi Emac il cui presidente
Alessandro Vergallo sottolinea come da un semplice rinnovo si sia passati ad innovazioni ed efficientamenti del sistema che rilanciano il lavoro produttivo nel sistema pubblico.
Sindacati confederali ed altri - Due i "plus" del CCNL per il segretario Cgil Medici
Andrea Filippi: «primo, le carriere; rendiamo più esigibili incarichi professionali, le aziende li dovranno conferire anche nei luoghi dove dopo anni di servizio non erano assegnati. Secondo, l'eliminazione della possibilità di azzerare l'extra-orario». Significativo sia per Filippi sia per Segretario della Confederazione Codirp, Tiziana Cignarelli, l'articolo che istituisce un'identità di Specificità Sanitaria, «con un importo irrisorio ma che rappresenta, intanto, la base per futuri incrementi». Sempre sull'orario di lavoro, il segretario Uil Medici Pier Paolo Bombardieri parla di "ottimo accordo". E così il Coordinatore Nazionale Fassid
Mauro Mazzoni: «Imporre il recupero delle ore lavorate in eccedenza impedisce azzeramenti periodici e apre di fatto la strada ad eventuali risarcimenti se ci fossero inadempienze in tal senso». Per Benedetto Magliozzi (Cisl Medici) hanno trionfato responsabilità e buon senso, «con piccoli passi alla fine si è ottenuta la possibilità di dare valore al lavoro svolto dai medici e dirigenti ospedalieri».
Giambattista Catalini, Presidente Fesmed confederata Cimo dichiara infine: «Siamo convinti che questo contratto, atteso da quasi 3 anni, consenta di migliorare le condizioni di lavoro negli ospedali e di armonizzare la vita professionale con quella privata e familiare, con la speranza di porre un freno alla fuga dei professionisti dalla sanità pubblica».