
I medici spesso considerano l'assistenza nutrizionale come un passo non essenziale nella valutazione e nel trattamento dei pazienti. Questo accade anche in oncologia, anche se è noto che uno stato nutrizionale alterato ha un impatto disastroso sulla risposta dei pazienti al trattamento, sulla qualità della vita e sulla sopravvivenza. Nel complesso, è stato stimato che fino al 57% dei pazienti con cancro in stadio IV sono malnutriti o a rischio di malnutrizione al momento della diagnosi.
Il nuovo editoriale pubblicato su
Annals of Research in Oncology da Valentina Da Prat, Amanda Casirati, Elisa Colombo, Giorgia Preziati, Lorenzo Perrone, Francesco Serra, Riccardo Caccialanza, Paolo Pedrazzoli affronta il tema della complessa realtà della gestione della malnutrizione in oncologa, sottolineando la necessità della collaborazione tra clinici e pazienti, che potrebbe beneficiare di un aumento dell'empowerment dei pazienti.
Si discute in particolare di fattori importanti come la valutazione della sarcopenia, degli strumenti per valutare lo stato nutrizionale dei pazienti, della possibilità di supplementazione nutrizionale e di come contrastare le conseguenze cliniche della malnutrizione del paziente oncologico.
In questo scenario il lavoro in team tra oncologi e clinici nutrizionisti è necessario per la corretta gestione del paziente. Le Associazioni dei Pazienti hanno fortemente contribuito ad aumentare la consapevolezza sull'importanza del supporto nutrizionale nella cura del cancro, portando ad una proficua collaborazione con le società nutrizionali e oncologiche. I medici dovrebbero anche coinvolgere i loro pazienti nel processo sanitario attraverso il cosiddetto "patient empowerment". L'empowerment è stato definito come l'intenzione di promuovere le capacità dei pazienti di assumere un maggiore controllo della propria salute.
Nel prossimo futuro, si spera che lo screening nutrizionale diventi obbligatorio per tutti i pazienti oncologici e che il supporto nutrizionale sia garantito come uno dei diritti fondamentali dell'individuo, essendo così disponibile per tutti i pazienti, indipendentemente dalle loro condizioni o dallo stadio della malattia.