
La pandemia di Covid-19 ha determinato nel 2020 un calo delle nuove diagnosi di cancro, legato in parte all'interruzione degli screening oncologici e al rallentamento delle attività diagnostiche, ma oggi si assiste alla ripresa dei casi di come in altri Paesi europei. Un trend che "rischia di peggiorare se non si pone un argine agli stili di vita scorretti: il 33% degli adulti è in sovrappeso e il 10% obeso, il 24% fuma e i sedentari sono aumentati dal 23% nel 2008 al 31% nel 2021". È l'allarme lanciato dagli oncologi riuniti a Roma al ministero della Salute per la presentazione della 12esima edizione del volume 'I numeri del cancro in Italia 2020', curato dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) insieme ad Airtum (Associaione italiana registri tumori), Fondazione Aiom, Ons (Osservatorio nazionale screening), Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), Passi d'argento e Siapec-Iap (Società italiana di anatomia patologica e di citologia diagnostica).
"I dati Passi sugli stili di vita confermano la non ottimale aderenza dei cittadini a uno stile di vita sano - afferma
Maria Masocco, responsabile scientifico dei sistemi di sorveglianza Passi e Passi d'argento, coordinati dall'Istituto superiore di sanità - Dall'analisi delle serie storiche dei fattori di rischio comportamentali, emerge che non ci sono stati grandi miglioramenti negli ultimi 15 anni e, ad eccezione dell'abitudine al fumo di sigaretta che continua la sua lenta riduzione da oltre un trentennio, il consumo di alcol a rischio, la sedentarietà e l'eccesso ponderale, complessivamente, peggiorano o restano stabili. Non solo. In piena pandemia, durante il biennio 2020-2021, questi trend hanno subito modifiche per lo più in senso peggiorativo. L'impatto della pandemia sugli stili di vita è più visibile nel 2020 e sembra, in parte, rientrare nel 2021. Ma gli sforzi per sensibilizzare i cittadini sull'importanza della prevenzione primaria non devono fermarsi".