Diabete, Consoli (Sid): Team multidisciplinari e telemedicina per una nuova gestione dei pazienti
«Ottimizzazione della rete diabetologica con un coinvolgimento crescente della medicina generale, valorizzare i team diabetologici sempre più multiprofessionali e implementazione della telemedicina». Questi alcuni dei principali punti sui quali è necessario incardinare una nuova gestione del diabete, come ha spiegato Agostino Consoli, Presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID), a Sanità33. Consoli, insieme al presidente dell'Associazione Medici Diabetologi (AMD) Graziano Di Cianni, hanno presentato al ministero della Salute un position paper per la definizione di un nuovo modello di gestione del diabete, da realizzare con le risorse stanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), all'interno del quale la medicina del territorio, e quindi le malattie croniche e non trasmissibili, rappresentano uno dei focus fondamentali.
E' necessaria «un'azione forte per rendere più efficaci i percorsi di cura delle persone con diabete, patologia di elevata prevalenza e complessità. Rappresenta un ottimo punto di partenza per ottenere una riorganizzazione degli attuali modelli di presa in carico, la gestione della complessità del diabete attraverso uno schema cucito sui veri bisogni dei pazienti, ma anche sulle modalità operative dei professionisti coinvolti», spiega Consoli. La proposta AMD-SID, disegnata a partire dalle disposizioni previste dalla Missione 6 'Salute' del PNRR, «rappresenta un banco di prova importante: sia per misurarci come professionisti con una nuova sfida, oggi essenziale per il rinnovamento del nostro Servizio Sanitario Nazionale, ma anche per valutare la validità degli indirizzi del PNRR nell'efficientare gli attuali modelli di gestione delle cronicità». Lo stesso position paper, apprezzato dalla Segreteria Tecnica del Ministro della Salute, è stato sottoposto da AMD e SID anche alle Commissioni XII di Camera e Senato e alla Conferenza delle Regioni, ed è in fase di discussione con le diverse Istituzioni.
Consoli ha, poi, parlato delle aspettative sul futuro. Si sofferma su due filoni: il primo relativo al diabete di tipo 1 «sarà sempre di più curato attraverso l'utilizzo di tecnologie sempre più elevate. I sistemi di infusione di insulina, governati dal sensore attraverso software sempre più precisi, dovranno rappresentare lo standard del trattamento insulinico del diabete tipo 1. Per il trattamento del diabete tipo 1 non si potrà mai fare a meno di trattamento insulinico». Il secondo filone è riferito al diabete di tipo 2, «negli ultimi anni sono progredite numerose soluzioni farmacologiche per la terapia del diabete di tipo 2, molte delle quali hanno dimostrato di essere, in una grande maggioranza dei casi, uguali se non superiori alla terapia insulinica. Nel futuro vedo, quindi, sempre meno insulina nel diabete di tipo 2 e sempre più utilizzo di molecole che, nella loro complessità, dimostrano una maggiore capacità di portare a target in sicurezza le persone con diabete, facendole dimagrire ed esercitando anche un'azione importante di prevenzione delle complicanze vascolari e renali che rappresentano i veri killer della persona con diabete».
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