Salute mentale, Vicari (Cattolica): bambini e adolescenti i grandi dimenticati. Più 30% di accessi in pronto soccorso
Sono preoccupanti i dati in tema di salute mentale per bambini e adolescenti che, in numero sempre maggiore (+30%), arrivano in pronto soccorso per richieste d'aiuto. A parlarne è Stefano Vicari, medico e professore ordinario in Neuropsichiatria Infantile presso la Facoltà di Medicina dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e Dirigente Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria Infantile dell'IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, che ha riferito ai microfoni di Sanità33 come durante la pandemia, i bambini e i ragazzi siano stati i grandi dimenticati.
Nell'ultimo libro "Gli adolescenti e il Covid-19. L'impatto della pandemia sul benessere mentale dei ragazzi", Edizioni LSWR, Stefano Vicari ripercorre il fenomeno e le cause di questo peggioramento nella salute mentale dei più giovani. "Non ci sono risorse o, peggio ancora, non c'è proprio una politica sulla salute mentale di bambini e adolescenti. Per promuoverla, occorre che le istituzioni pongano al centro dell'agenda il benessere di questa fetta di popolazione, ma non sembra sia così. Le famiglie non vengono sostenute e la scuola, che è molto di più di semplice nozionismo, è completamente dimenticata". Ben più grave la situazione delle strutture che sul territorio possono occuparsi di questo tipo di problematiche. "Molte regioni nel nostro Paese non hanno proprio risorse dedicate alla salute mentale di bambini e ragazzi, i posti letto per la psichiatria in tutta Italia sono 100 e ci sono 5 regioni che non hanno nessun posto letto dedicato. In una realtà in cui il suicidio rappresenta la seconda causa di morte tra i 10 e i 25 anni, non avere posti letto dedicati è chiaramente una enorme assunzione di responsabilità di chi governa".
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