
"L'Organizzazione mondiale della sanità non raccomanda la vaccinazione di massa contro il vaiolo delle scimmie". Benché i vaccini anti-Monkeypox virus forniscano "una certa protezione" contro l'infezione, "i dati clinici sono limitati", come pure è "limitata l'offerta" di prodotti. Pertanto, "qualsiasi decisione sull'opportunità di utilizzare vaccini contro il vaiolo delle scimmie dovrebbe essere presa insieme dalle persone potenzialmente a rischio e dai sanitari che li assistono, caso per caso sulla base di una valutazione rischi-benefici". Così in conferenza stampa il direttore generale dell'Oms,
Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha riassunto il contenuto delle Linee guida provvisorie pubblicate dall'agenzia ginevrina in materia di immunizzazione anti-Monkeypox.
"E' inoltre essenziale - ha ribadito Tedros - che i vaccini siano disponibili in modo equo ovunque servano. Con questo obiettivo, l'Oms sta lavorando a stretto contatto con gli Stati membri e partner per sviluppare un meccanismo che permetta un accesso equo a vaccini e terapie".
L'Oms intanto sta valutando se si tratta di "un'emergenza internazionale".
"Il focolaio di vaiolo delle scimmie è insolito e preoccupante -ha detto il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus - Per questo motivo ho deciso di convocare il Comitato di Emergenza ai sensi del Regolamento Sanitario Internazionale la prossima settimana, per valutare se questo focolaio rappresenti un'emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale". Il Comitato di Emergenza è convocato per il 23 giugno, ha precisato Tedros, spiegando che l'Oms "sta anche lavorando con partner ed esperti di tutto il mondo per cambiare il nome del vaiolo delle scimmie" e sarà fatto un annuncio sul nuovo nome "il prima possibile". Intanto la Commissione europea finalizzerà un contratto per l'acquisizione di 110mila dosi di vaccino contro il vaiolo delle scimmie, che saranno presto a disposizione dei Paesi membri che ne hanno maggiore necessita'. "Questo è un chiaro segnale - ha detto la commissaria Ue per la Sanità Stella Kyriakides - che l'agenzia Hera (l'Autorita' per la preparazione e la risposta sanitaria della Commissione europea) può rispondere efficacemente alle minacce alla salute".
Dal 18 maggio sono circa 900 i casi segnalati in 19 Stati membri dell'Ue, Norvegia e Islanda. I ministri della Sanità dei 27 sono riuniti oggi a Lussemburgo per fare il punto sulla pandemia da Covid 19, sulla situazione in Ucraina e le minacce alla salute dei cittadini europei.
Nel dettaglio, Hera ha stipulato un contratto con la società Bavarian Nordic per l'acquisto di 109.090 dosi dei loro vaccini di terza generazione in risposta agli attuali focolai di vaiolo delle scimmie. Poiché il numero di casi continua ad aumentare, questo accordo renderà rapidamente disponibili i vaccini a tutti gli Stati membri Ue, Norvegia e Islanda. La Health and digital executive agency (Hadea) della Commissione ha acquistato il vaccino di terza generazione per conto di Hera, che li metterà quindi a disposizione degli Stati membri su base proporzionale, a partire da quelli più bisognosi. È la prima volta che il bilancio dell'Ue viene utilizzato con il programma Ee4Health per acquistare direttamente vaccini per gli Stati membri. Sulla base del maggior numero di casi, le consegne inizieranno già entro la fine di giugno per gli Stati membri prioritari che hanno concesso esenzioni nazionali per il vaccino. In Italia, intanto, secondo gli ultimi dati disponibili, si conterebbero 31 casi accertati, ai quali si aggiunge oggi un primo contagio confermato in Piemonte.