
"Quasi un miliardo di personeconvivono con problemi di salute mentale, ma nei paesi a basso e medio reddito,3 su 4 non hanno accesso ai servizi necessari". E "l'impatto delcambiamento climatico sta aggravando una situazione già difficile". Lo haaffermato De'vora Kestel, direttore del Dipartimento di Salute Mentaledell'Organizzazione mondiale della Sanità, in occasione di Stoccolma+50. E,proprio, al meeting per il 50esimo anniversario della Conferenza delle NazioniUnite del 1972, l'Oms ha lanciato un documento politico che esorta i paesi a"includere il supporto per la salute mentale nella loro risposta allacrisi climatica". L'Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc),pubblicato febbraio scorso, ha mostrato come il rapido aumento del cambiamentoclimatico rappresenti una minaccia crescente per il benessere mentale, causandostress emotivo, ansia, depressione, dolore e comportamento suicida. Gli impattisulla salute mentale dei cambiamenti climatici, però, sono distribuiti in mododiseguale e alcuni gruppi sono colpiti in modo sproporzionato, a seconda didiversi fattori, tra cui lo stato socioeconomico. Un'indagine dell'Oms del 2021su 95 paesi ha rilevato che solo 9 hanno finora incluso la salute mentale e ilsupporto psicosociale nei piani nazionali per la salute e il cambiamentoclimatico. Il nuovo documento politico dell'Oms raccomanda cinque azioni, inparticolare quella di integrare le azioni per la salute mentale con quelle peril clima. Esistono, spiega, "alcuni buoni esempi di come ciò possa esserefatto". Le Filippine, ad esempio, hanno ricostruito e migliorato i servizidi salute mentale dopo l'impatto del tifone Haiyan nel 2013. Mentre in India,un progetto ha preparando le città a rispondere ai rischi di catastrofiambientali e, insieme, ad affrontare i bisogni di salute mentale.