
Nel post-pandemia la sanità italiana si trova a fronteggiare un'altra emergenza: quella generata dalle mancate prestazioni nelle altre aree patologiche. A lanciare l'allarme è il Rapporto Italia 2022 di Eurispes. Era il 2020, l'Italia in lockdown, gli ospedali travolti da un'ondata di malati Covid molto gravi, la sanità corre ai ripari: nella fase 1 dell'emergenza scatta il blocco di tutta l'attività ordinaria, ambulatoriale e di day hospital, e lo stop ai ricoveri in elezione. Il primo duro bilancio arriva nel settembre 2021: la Società italiana di chirurgia (Sic) calcola 400mila interventi di chirurgia generale e 1,3 milioni di ricoveri annullati nel 2020, con un trend analogo nel 2021 per gli interventi specialistici, e circa un milione di operazioni congelate. Le attese praticamente raddoppiano: le liste salgono da 3 a 6 mesi rispetto al 2019 e l'attività elettiva risulta diminuita dell'80%.
Ma nonostante vengano stanziati 470 milioni di euro per il recupero sul fronte liste d'attesa, nel luglio 2021 il sottosegretario alla Salute,
Andrea Costa, afferma che ne sono stati spesi solo un centinaio, nonostante l'invito del Governo alle Regioni di coinvolgere i privati per ridurre le liste d'attesa. Intanto continuano ad emergere dati che fotografano la stasi della sanità tenuta sotto scacco da Covid. Il Forum permanente sul sistema sanitario nazionale nel post-Covid attesta, nel IV report di Salutequità, come nel 2020 ci sia stata una riduzione dell'80% dell'attività chirurgica elettiva e del 35% di quella in urgenza, mentre i ricoveri di chirurgia oncologica hanno visto una diminuzione di circa l'80% dell'attività chirurgica in elezione. La specialistica ambulatoriale ha visto una contrazione di 144,5 milioni di prestazioni con una diminuzione di circa 90 milioni per le prestazioni di laboratorio, 8 milioni per la riabilitazione, 20 milioni per le prestazioni di diagnostica. Gli screening oncologici hanno subito cancellazioni e ritardi.
Nel report Eurispes si segnala che la Missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza-Pnrr, dedicata al settore salute e alla riorganizzazione del sistema sanitario nazionale, "non nomina potenziali interventi per ripristinare, quanto meno quello stato quo-ante nelle strutture ospedaliere che sarebbe decisivo per tornare ad erogare le più essenziali prestazioni ai cittadini". Quanto alle proposte per affrontare il tema del recupero delle prestazioni per patologie non Covid, nel report si cita l'iniziativa dell'Osservatorio Salute Previdenza e Legalità Enpam-Eurispes che, insieme a esponenti del mondo clinico, strutture ospedaliere e di medicina territoriale, ha elaborato delle raccomandazioni che suggeriscono per esempio di puntare sulla reattività delle aziende sanitarie (bed management e personale sanitario), sulla partnership pubblico-privato e sul potenziamento dei medici di medicina generale. Si suggerisce inoltre il varo di una campagna di comunicazione istituzionale sulla necessità/opportunità di tornare a effettuare controlli medici periodici.