
Nonostante il periodo più nero della pandemia sembri alle spalle, ora il rischio più grande è che si alimenti la solitudine, quindi il disagio psichico e la depressione, nelle persone anziane. L'allarme arriva dal 22° Congresso dell'Associazione Italiana Psicogeriatria che si è tenuto a Firenze dal 23 al 25 maggio.
Dopo due anni di chiusure, gli ultimi mesi hanno visto una completa riapertura delle attività lavorative, scolastiche, sociali. Un processo che ha permesso alla popolazione di riprendere le normali attività, ma che spesso ha tenuto ai margini la popolazione anziana, caratterizzata da meno stimoli in tal senso e maggiormente preoccupata dai possibili effetti di un possibile contagio. "Eppure - ha spiegato il Prof.
Marco Trabucchi, Presidente dell'Associazione Italiana Psicogeriatria-AIP - le conseguenze di un isolamento prolungato rischiano di provocare effetti particolarmente nocivi a livello psicologico".
Il Congresso, intitolato "Dopo la pandemia: la sfida per una medicina a misura della terza età" ha porto al centro proprio la condizione psicologica dell'anziano all'indomani della fase acuta della pandemia. Ma non ha mancato di affrontare quelle che sono le cronicità che affliggono la popolazione over 65 in Italia, secondo Paese al mondo più anziano dopo il Giappone.
Nonostante il forte rischio depressione che incombe sugli anziani, sono stati loro a mostrarsi più resilienti durante i lockdown ripetuti. Se il timore era quello di un incremento dei suicidi e dei disturbi psico-sociologici negli over 65, tali ipotesi sono state sconfessate in tutto il mondo. Contrariamente a quanto si potesse pensare, sono proprio i più giovani, a livello globale, ad aver patito di più. Lo dimostra l'aumento (in genere del 30-40%) dei tentativi di suicidio nella fascia under30, dato che esplicita come le quarantene e le misure preventive abbiano esacerbato le condizioni di salute, fisica e mentale, di giovani e giovanissimi.
"Purtroppo in Italia non esistono ricerche che affrontino tale problema, ma basterebbe citare i dati dello stesso Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, tra i primi a segnalare l'aumento dei tentativi di suicidio (+30-40%) nella sua utenza under18", ha spiegato al Congresso il Prof. Diego De Leo, Presidente eletto AIP nonché professore emerito di Psichiatria presso la Griffith University a Brisbane, Australia. "Tra gli agenti, prevalgono i soggetti femminili, tendenza ormai comune ma che si è rafforzata proprio negli ultimi anni. Stando invece ai dati 2020 degli Stati Uniti e dell'Australia, si evidenzia una diminuzione del numero totale dei suicidi e di accessi al pronto soccorso per tali ragioni negli anziani. Non solo, per il 2020 si è notato anche un decremento della mortalità generale per tutte le cause, tanto in Australia quanto in Danimarca e in Nuova Zelanda".