
La Settimana Mondiale della Tiroide 2022 è promossa dalle principali società scientifiche endocrinologiche insieme alle Associazioni dei Pazienti Endocrini e la partecipazione dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss).
L'occasione di sensibilizzazione data dalla Settimana Mondiale, vedrà gli esperti particolarmente impegnati in attività di divulgazione volte a sfatare falsi miti e dare risposte alle tante domande che ancora ruotano attorno alla ghiandola tiroidea.
Il tema scelto quest'anno per la Settimana Mondiale della Tiroide, che si celebra dal 25 maggio al 31 maggio, è quello della corretta informazione
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I noduli tiroidei sono tra le patologie endocrine più comuni, colpendo circa il 5-7% della popolazione adulta, soprattutto femminile, con prevalenza più elevata in rapporto all'età.
In seguito alle politiche di medicina preventiva, al migliore accesso alle risorse sanitarie e all'utilizzo diffuso delle modalità di imaging - quali l'ecografia, la tomografia computerizzata (TC), la risonanza magnetica (RM) e la tomografia a emissione di positroni (PET) - il riscontro incidentale di questi avviene con sempre maggiore frequenza, con prevalenza che può raggiungere il 50-60% nei soggetti adulti di sesso femminile. Nell'ambito dei noduli, lo sviluppo di malattie tumorali varia dal 5 al 15%, ancora una volta in rapporto a sesso, all'età e alla storia clinica.
"Spesso la loro scoperta crea ansia e preoccupazione" riferisce
Enrico Papini, Coordinatore nazionale della Commissione Scientifica dell'Associazione Medici Endocrinologi ETS "Negli ultimi anni, con l'avvento di Internet e la grande disponibilità di notizie mediche in rete, il cittadino è venuto a conoscenza di informazioni riguardanti il nodulo tiroideo non sempre corrette e le notizie scaricate in rete creano solitamente ansia e preoccupazione" aggiunge Papini.
La settimana mondiale diviene quindi un importante momento di condivisione delle più recenti linee guida in materia di trattamenti.
"Nel corso degli ultimi anni, con lo scopo di guidare il clinico verso la migliore decisione terapeutica ritagliata sul singolo paziente, le società scientifiche hanno pubblicato varie raccomandazioni per la classificazione dei noduli tiroidei", racconta
Franco Grimaldi, Presidente AME-ETS.
Queste infatti sono divenute sempre più importanti nell'ambito della responsabilità professionale anche a seguito della legge n. 24/2017 che dà all'Iss, tramite il Centro Nazionale per l'Eccellenza Clinica, la Qualità e la Sicurezza delle Cure (CNEC), il ruolo di garante metodologico e di governance nazionale del processo di produzione di linee guida di buona qualità, nel rispetto delle migliori evidenze disponibili e rispondenti ai bisogni di salute del Paese sulla base di criteri di rilevanza e impatto clinico, economico e sociale. Nel nuovo contesto normativo, il Sistema Nazionale Linee Guida (Snlg) costituisce, quindi, il punto di accesso istituzionale alle linee guida per la pratica clinica o per scelte di salute pubblica sviluppate per il Servizio Sanitario Nazionale e per decisori, professionisti e pazienti.
In questo contesto, l'Associazione Medici Endocrinologi ha pubblicato, in collaborazione con tutte le principali Società Scientifiche italiane che si occupano di patologia tiroidea, le Linee Guida per la "Gestione del nodulo benigno della tiroide causa di sintomi locali".
"Destinata a medici e operatori sanitari coinvolti nella gestione clinica dei pazienti con nodulo tiroideo benigno, in particolare specialisti in endocrinologia del territorio e di centri di 2° livello, MMG, endocrino-chirurghi, radiologi interventisti, queste Linee Guida hanno l'obiettivo di migliorare e standardizzare su tutto il territorio nazionale il trattamento del nodulo tiroideo benigno causa di sintomi locali producendo delle raccomandazioni utili e pratiche per i clinici nel trattamento dei pazienti adulti" spiega
Renato Cozzi, Presidente eletto AME-ETS.
Le linee guida, disponibili sul sito del Snlg, "sono inoltre un riferimento per le Associazione dei Pazienti, per raggiungere una corretta informazione sullo stato dell'arte nella gestione della patologia nodulare tiroidea in considerazione dell'ampia diffusione di tale patologia", aggiunge, infine,
Alessandro Scoppola, Coordinatore della Commissione LG AME-ETS.