Il Ministero della Salute comunica che sono in corso approfondimenti sanitari relativi ad alcuni soggetti rientrati nelle ultime ore dall’Uganda nell’ambito dell’epidemia di malattia da virus Bundibugyo-BVD sviluppatasi nella Repubblica Democratica del Congo.
Secondo quanto riferito dal Ministero, due persone con sintomatologia febbrile sono state trasferite all’Ospedale “Sacco” di Milano, struttura specializzata nella gestione delle malattie infettive ad alto rischio e dotata di sistemi di biocontenimento, dove sono in corso gli accertamenti diagnostici previsti dai protocolli nazionali e internazionali.
Le altre persone appartenenti ai nuclei familiari coinvolti sono sottoposte a sorveglianza sanitaria e monitoraggio da parte delle autorità competenti.
Nel corso di una conferenza stampa organizzata dalla Regione Lombardia, il direttore dell’Unità operativa Prevenzione della Direzione generale Welfare, Danilo Cereda, ha precisato che “al momento non stiamo parlando di casi, ma solo di sospetti e li stiamo verificando”.
Secondo quanto riferito dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso, gli esiti degli esami sono attesi “nel tardo pomeriggio di oggi”. “Se saranno negativi finirà tutto lì. Se ci dovesse essere un’eventuale positività adotteremo tutte le ulteriori misure previste dalla checklist per un caso confermato di Ebola”, ha spiegato.
Cereda ha inoltre confermato che il Ministero della Salute è già pronto ad attivare, in caso di positività, i protocolli relativi alla sanità aerea e al tracciamento dei voli.
“Per Ebola il rischio di trasmissione riguarda il contatto con fluidi biologici”, ha precisato Cereda, ricordando che sono già attivi specifici protocolli di protezione per operatori sanitari e contatti a rischio.
Bertolaso ha ricordato che il periodo di incubazione del virus può arrivare a 21 giorni e che i soggetti eventualmente esposti devono essere monitorati per l’intero periodo previsto.
Nel comunicato diffuso dal Ministero viene inoltre sottolineato che il Dipartimento della Prevenzione è in contatto con la Regione Lombardia, che “si è subito attivata”.
Nella giornata di ieri il Dipartimento della Prevenzione del Ministero ha partecipato alla riunione dell’Health Security Committee della Commissione europea e ha organizzato un punto di coordinamento nazionale dedicato alla situazione Ebola con la partecipazione di Ministeri, ISS, Consiglio Superiore di Sanità, Coordinamento interregionale prevenzione, Istituto Spallanzani, Ospedale Sacco di Milano e Policlinico San Matteo di Pavia.
Secondo il Ministero “il sistema nazionale di preparazione e risposta alle emergenze infettive è pienamente operativo” e tutte le procedure previste per la gestione di eventuali casi sospetti risultano attivate.
Il Ministero della Salute sottolinea infine che “il rischio in Italia resta molto basso”.