
Fa discutere la prospettiva che il Governo decida di togliere l'obbligo della mascherina al chiuso a partire da maggio, se i dati epidemiologici lo consentiranno.
Il ministro alla Salute Roberto Speranza ha però detto che questo aprile si valuterà l'andamento della pandemia per decidere se continuare a imporre le protezioni, almeno in certi luoghi. Del resto, molti esperti ritengono fondamentale continuare ad indossare chirurgiche e Ffp2 al chiuso. Intanto si è svolto un tavolo tra ministri del Lavoro e della Salute e le parti sociali per discutere dei lavoratori. Si arriverà alla conclusione che chi svolge la propria attività in esercizi aperti al pubblico dovrà indossare la mascherina anche dopo il 30 aprile. La regola vale per cassieri dei supermercati, commessi e anche per chi è impiegato in uffici pubblici dove si danno servizi ai cittadini. Il governo dovrà decidere se estendere l'obbligo anche ai clienti, scrive 'La Repubblica'. Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa spiega: «Ritengo ragionevole pensare che il 1 maggio le mascherine non saranno più obbligatorie neppure al chiuso, ma piuttosto raccomandate. Anche questo rappresenta una tappa del percorso di ritorno alla normalità. Del resto, i nostri concittadini hanno già dimostrato una coscienza di autoprotezione, come dimostra il fatto che spesso indossano la mascherina all'esterno pur essendo da mesi venuto meno l'obbligo. Ad oggi sussistono le condizioni per raggiungere questo obiettivo. Non escludo, comunque, si possa valutare l'ipotesi di mantenerle al chiuso in situazioni particolari: penso, ad esempio, ai treni, alla metropolitana, agli aerei».
Sul tema è intervenuto anche il segretario generale del sindacato dei medici di famiglia Fimmg,
Silvestro Scotti, per il quale passata l'emergenza "ha senso togliere l'obbligatorietà della mascherina al chiuso - seppure si tratta di uno strumento ancora molto importante per proteggersi e proteggere da Sars-Cov-2- e fare un salto di qualità, passando alla scelta volontaria da parte dei cittadini, ormai informati dei rischi. Dovrebbe trasformarsi in una questione di responsabilità civile, una sorta di imposizione morale". "I cittadini sono informati sui dati - spiega Scotti all'Adnkronos Salute - devono rendersi conto che il virus sta circolando in modo sostenuto, seppure ora sia collegato a sintomatologie minori. Ma resta il grande problema dei fragili che stanno progressivamente perdendo l'immunità dovuta al vaccino. In questo quadro la mascherina è fondamentale a proteggere. E in questi due anni ci ha aiutato anche rispetto all'influenza. Per il Paese l'uso responsabile e consapevole della mascherina, anche quando non sarà più un obbligo - conclude - sarebbe un grande segnale di civiltà e di dimostrazione che la pandemia ci ha insegnato qualcosa".