Europa e Mondo
FDA
30/03/2022

Covid-19, dopo l'ok negli Usa su quarta dose c'è attesa per la strategia europea

Mentre negli Usa, la Fda ha autorizzato la quarta dose dei vaccini contro il Covid di Pfizer-Biontech e di Moderna per le persone con più di 50 anni, oltre che per alcune categorie di immunocompromessi; l'agenzia europea del farmaco, Ema, ancora non si è ancora espressa. È cruciale avere una strategia comune soprattutto in vista dell'inverno», ha affermato anche la commissaria Ue alla Salute Stella Kyriakides sottolineando l'importanza di «dare un messaggio chiaro ai nostri cittadini». Anche il ministro della Salute Roberto Speranza ha chiesto che l'Europa abbia una «posizione univoca» sui tempi e le fasce di età a cui somministrare la quarta dose - il secondo richiamo - dei vaccini covid. E al consiglio europeo dei ministri della Sanità ha raccolto un chiaro impegno a una proposta comune già nell'arco di una settimana. «Credo sia un grande passo avanti», ha commentato Speranza dopo aver sottolineato come «scelte non omogenee nei diversi Paesi Ue finiscono solo per disorientare e non aiutano le campagne vaccinali». La richiesta di regole comuni Ue sulla quarta dose nell'Ue non riguarda comunque tutti i vaccinati, ha chiarito Speranza: «La priorità è proteggere le persone più fragili e i più anziani».

«Il nostro vaccino Covid-19 continua ad aiutare a proteggere le persone in tutto il mondo e l'attuale autorizzazione all'uso di emergenza» L'Eua «negli Stati Uniti offre agli anziani che sono più vulnerabili al virus, attraverso un'altra dose di richiamo, una protezione ripristinata». Così il presidente e Ceo dell'americana Pfizer, Albert Bourla, in un tweet dopo il via libera dell'Agenzia del farmaco Usa Food and Drug Administration alla modifica dell'Eua del vaccino anti-Covid di Pfizer-BioNTech, per consentire una quarta dose negli adulti di età pari o superiore a 50 anni, e nelle persone di età pari o superiore ai 12 anni con determinati tipi di immunocompromissione, dopo un primo richiamo con qualsiasi vaccino Covid-19 approvato o autorizzato. Il secondo booster, allo stesso dosaggio delle iniezioni precedenti, può essere somministrato dopo almeno 4 mesi dal primo. L'Eua estesa - spiega Pfizer - si basa sulla totalità delle evidenze scientifiche condivise dall'azienda con l'ente regolatorio, compresi i dati emersi da uno studio in corso su 154 operatori sanitari over 18 di un centro di Israele, che hanno ricevuto due dosi di richiamo durante un periodo in cui Omicron era già la variante predominante. In questo campione sono stati segnalati aumenti di circa 11 volte della media geometrica dei livelli anticorpali neutralizzanti contro il virus Sars-CoV-2 originario e contro le varianti Delta e Omicron, 2 settimane dopo il secondo richiamo rispetto a 5 mesi dopo la prima dose booster. Non sono stati rilevati nuovi problemi di sicurezza tra i partecipanti allo studio.

«Stiamo avendo dati in arrivo da Israele che dimostrano che la quarta dose può aumentare la protezione nelle fasce di popolazione più anziana, per le persone immunodepresse. Sono d'accordo con il ministro Speranza che anche la tempistica è importante», dichiara Kyriakides. «Effettivamente vari Stati membri hanno trasmesso il loro auspicio a che si potesse avanzare raggruppati per quel che riguarda la seconda dose di richiamo di vaccinazione. Oggi vediamo Stati che hanno aperto per la quarta dose a più di settant'anni, altri 80 come la Francia o altri Paesi Bassi sessant'anni, altri non l'hanno ancora aperto e quindi questo suscita interrogativi legittimi», ha affermato il ministro della Sanità francese Olivier Ve'ran. «Fino ad ora non avevamo dato scientifici sufficientemente documentati, per poterci far capire, a partire da quale fascia d'età dovremmo proporre una quarta dose, proporre, non obbligare», ha aggiunto. Ora «questa discussione ci sembra sia matura per trovare un'intesa». La settimana di tempo data alla Commissione, ha anche spiegato Ve'ran oltre a «fare il giro dei 27 Stati membri» servirà poi a «lavorare anche con l'Agenzia europea del farmaco con Ecdc per poter avere una posizione comune». «Non c'è dubbio ed è stato confermato dall'Ecdc - ha sottolineato la commissaria Kyriakides - che il covid è sempre molto presente, gli indicatori aumentano in molti paesi e questo anche per quanto riguarda la mortalità e ricoveri, quindi la vaccinazione rimane essenziale». «Dobbiamo dare un messaggio chiaro ai nostri cittadini in questa situazione».
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