
"Rispetto al preoccupante angusto ridimensionamento di ambizioni, che negli anni passati aveva posto al centro del dibattito le imperfezioni del processo di integrazione, la pandemia ha messo in luce la vitalità e il valore aggiunto della costruzione europea, che ha saputo coordinare le risposte degli Stati membri, evitato una chiusura totale delle frontiere nazionali, messo a fattore comune le risorse europee e nazionali per finanziare ricerca e acquisto di vaccini". Così si è espresso il Presidente della Repubblica,
Sergio Mattarella, in un passaggio del suo intervento alla XIV Conferenza degli ambasciatori e delle ambasciatrici d'Italia.
In più, ha sottolineato il Capo dello Stato, "con il lancio di
'Next Generation'" l'Ue "è riuscita a costruire un'articolata risposta ai devastanti effetti economici e sociali della crisi. Un'azione comune, frutto di una scelta lucida, che nasce dalla consapevolezza che i destini e gli interessi degli europei sono strettamente intrecciati tra loro".
"Se l'europeismo delle origini - ha osservato Mattarella - è nato come una risposta alla forza distruttrice dello Stato nazione, che aveva condotto alle due fratricide guerre civili europee, quello odierno rappresenta soprattutto il superamento della sua debolezza, in un mondo globale dove ormai si confrontano Stati-continente, come la Russia, o Stati-civiltà, come la Cina e l'India. E, nel quale, sottolineo nuovamente, le fragilità del sistema internazionale, che non ha ancora saputo affrontare le questioni poste dalla dimensione digitale dell'economia, vedono gli Over the top agire come nuovi poteri svincolati da ogni osservanza di norme derivante dall'appartenenza a ordinamenti sovrani. L'integrazione europea consente, a chi vi partecipa, di contribuire a prendere decisioni che incidono concretamente sul proprio destino, salvaguardando così effettiva sovranità. Non è e non sarà più stagione di attori di limitate dimensioni", ha rimarcato il Capo dello Stato.